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Morì per una buca nell’asfalto alla Foce: quattro rinvii a giudizio

Genova. Morì per colpa di una buca nell’asfalto alla Foce non lontano dalla Questura di Genova. Era il tardo pomeriggio del 31 marzo 2010 e Luca Tedone, idraulico 45enne, percorreva, a bordo della sua vespa, viale Brigate Bisagno quando la ruota anteriore del mezzo finì in una buca nell’asfalto. Una specie di binario, in cui la ruota si incastrò fino a un tombino da poco aperto per la realizzazione del cantiere di copertura del Bisagno. L’impatto con l’asfalto arrivò violentissimo e Tedone morì 24 ore dopo al pronto soccorso del San Martino.

Per il gip genovese Silvia Carpanini quel tragico incidente non fu una fatalità, bensì fu causato dalla cattiva realizzazione di quei lavori. Per questo questa mattina sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo il capo cantiere della ditta titolare dell’appalto, il responsabile dell’azienda subappaltatrice, il direttore dei lavori e l’ispettore di cantiere. Prosciolto invece il direttore del cantiere della ditta che ha eseguito i lavori in quanto aveva mansioni prettamente amministrative.