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Molo Giano, l’appello si allarga: “La nostra tragedia vive nel silenzio, il Festival di Sanremo dimentica le vittime”

Sanremo. Tra le canzoni, l’uragano Grillo e la contestazione dei lavoratori di Napoli, ieri è iniziato il Festival di Sanremo, ma nonostante l’accorato appello lanciato da Adele Chiello, mamma di Giuseppe Tusa, una delle nove vittime di Molo Giano, nessuno ha ricordato questa grande tragedia ligure.

“Sono la fidanzata di Daniele Fratantonio, il giovane rapallese morto nel crollo della torre di controllo di Genova il 7 maggio 2013 – dice oggi Sara Palmerino – Ritengo che sia imbarazzante che durante la prima serata del Festival di Sanremo non siano stati ricordati i nove lavoratori che su quella torre hanno trovato la morte, tanto più che il Festival si svolge in Liguria ed è condotto da un ligure”.

Le famiglie delle vittime mai potranno dimenticare quella strage e Sara Palmerino vuole ricordare ancora una volta i nomi di chi ha perso la vita sul proprio posto di lavoro. “La nostra tragedia, e con ‘nostra’ mi riferisco a tutti i genovesi, vive nel silenzio; ma io voglio ricordare i nomi dei sei militari e dei tre civili che non sono più con noi: Daniele Fratantonio, Davide Morella, Marco de Candussio, Francesco Cetrola, Gianni Iacoviello, Giuseppe Tusa, Sergio Basso, Maurizio Potenza, Michele Robazza”.

Un forte appello per non dimenticare, quindi, che si aggiunge al grido lanciato ieri da Adele Chiello, un appello che purtroppo non è stato ascoltato.