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Macroregione Alpina, Della Bianca: “La Liguria perde una grande opportunità”

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Liguria. Il 18 ottobre 2013 a Grenoble, i presidenti di 46 Regioni e Province autonome e ministri di 7 Stati (Francia, Italia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia) hanno firmato una Risoluzione politica per una Strategia Ue verso la Regione Alpina, dando il via alla creazione di una Macroregione Alpina. Una novità che non comprenderà soltanto i territori strettamente alpini, cioè quelli dei 5.867 comuni di montagna dei sette stati sopra menzionati, ma l’intero territorio delle entità regionali a cui i comuni alpini appartengono, come si vede da cartina allegata.

“La Macroregione – spiega il consigliere regionale, Raffaella Della Bianca – si pone come obiettivo non solo quello di attuare un’integrazione volta alla protezione dell’ambiente e al recupero delle aree svantaggiate, ma anche di attuare una solidarietà fra aree metropolitane delle altitudini più modeste e della pianura e le aree montane vere e proprie, con reciproco vantaggio”.

Gli effetti positivi dell’appartenere alla Macroregione, secondo Della Bianca, si faranno sentire su: Sviluppo economico, competitività e innovazione; Acqua, energia, ambiente e clima; Accessibilità, mezzi di comunicazione e trasporti.

“La Liguria, purtroppo, non riesce mai a cogliere le vere occasioni che vengono offerte su di un piatto d’argento – dice la consigliera – . I presidenti delle Regioni e Province autonome italiane coinvolte (Maroni, Cota, Zaia, Pacher, Rollandin e Serracchiani) hanno ribadito che ‘manterranno alta l’attenzione affinché tutte le Regioni e Province autonome alpine siano pienamente coinvolte e associate nell’intero processo di elaborazione e approvazione della Strategia e del relativo Piano d’Azione, che dovrà essere definito entro la fine del 2014, al fine di far convergere la definizione delle priorità strategiche della Macroregione con quelle della Programmazione Europea 2014-2020 dei fondi a finalità strutturale’. Il nome di Burlando non compare nell’elenco dei presidenti che hanno aderito a questa importante iniziativa, e di conseguenza la Liguria è tagliata fuori da questa opportunità a burocrazia e costo zero”.

La Lombardia e Veneto assieme a Carinzia, Baviera, Baden-Württemberg e Rhône-Alpes attraverso la Macroregione riusciranno anche a dare un impulso al settore manifatturiero, studiando modelli come l’apprendistato tedesco, tutelando gli interessi delle imprese, competendo a livello europeo.

“L’avvento della Macroregione produttiva – aggiunge la consigliera – potrebbe esercitare un impatto maggiore sulle politiche dell’Unione Europea, tutelando gli interessi delle imprese e favorendo lo studio di modelli vincenti da seguire, agevolando l’inserimento lavorativo e il contestuale apprendimento per i più giovani. La Macroregione inoltre, può aiutare le piccole e medie imprese perché è uno strumento molto importante di programmazione: per il 2014-20 sono previsti importanti finanziamenti europei (30 miliardi) per le regioni italiane che faranno parte dell’Euroregione”.

Raffaella Della Bianca, analizzando i dati appena emersi sulla portualità italiana, sottolinea come nel 2013 Trieste sia stato il primo porto in Italia in termini di volume complessivo di merci in transito (56 milioni di tonnellate, + 15%) e il decimo tra i primi 20 grandi porti d’Europa. Con 49,5 mln (-3,7%) di merci in transito il porto di Genova quindi viene declassato finendo al secondo posto in Italia.

“Attraverso una Mozione – conclude -, impegno Burlando e la Giunta affinché anche la Liguria aderisca all’importante progetto della Macroregione su traino della Lombardia e delle altre regioni italiane sopra citate, per evitare che il nostro territorio rimanga isolato a livello economico, ambientale, di collegamenti e imprenditoriale dal resto d’Europa e per far in modo che il nostro porto diventi scalo di riferimento organico alla Macroregione”.