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Liguria, via alla sperimentazione di farmaci innovativi. Erzelli sede di riferimento per nuovi investitori

siemens erzelli

Regione. Un’intesa tra Regione Liguria e Farmindustria per sperimentare farmaci innovativi tutelando i diritti di sicurezza e benessere dei pazienti coinvolti. E’ stata siglata questa mattina nella sede della Regione Liguria alla presenza del vicepresidente e assessore alla salute, Claudio Montaldo e del presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.

Con l’accordo di oggi Regione Liguria e Farmindustria si impegnano reciprocamente a stabilire rapporti, sia di collaborazione e di condivisione delle conoscenze, sia di sviluppo delle attività formative in tema di ricerca clinica in ambito farmaceutico. L’accordo prevede tra l’altro la costruzione di comuni percorsi formativi per il personale nelle strutture del servizio sanitario che si occupano di sperimentazione clinica e la possibilità di avviare ulteriori collaborazioni con le singole aziende farmaceutiche.

“Mettiamo a disposizione il nostro patrimonio di risorse professionali presenti in Liguria – ha detto l’assessore Montaldo – sia per i pazienti, sia per l’industria italiana e straniera che opera qui. Questo ci consentirà di portare la nostra regione sempre più all’avanguardia sul fronte delle sperimentazioni terapeutiche, offrendo nuove opportunità di cura ai pazienti, trattati senza costi aggiuntivi per la Regione”.

In questo modo le strutture sanitarie liguri e gli assistiti possono godere dei vantaggi offerti dalla ricerca clinica, sia attraverso una maggiore condivisione e padronanza delle conoscenze più recenti, sia attraverso la possibilità di accedere a cure più innovative e pertanto anche costose. “La sperimentazione – ha continuato Montaldo – è pertanto un’opportunità che si offre ad un numero limitato di pazienti, l’occasione di partecipare a programmi in cui farmaci nuovi vengono testati”.

In pratica un farmaco prima di essere immesso in commercio viene sviluppato in tre distinte fasi sperimentali e dopo l’immissione sul mercato attentamente monitorato. Nelle prime tre fasi il farmaco viene via via somministrato a gruppi sempre più numerosi di pazienti in cura presso le strutture sanitarie. Sarà il Comitato etico regionale, un organismo non direttamente coinvolto nella sperimentazione, a valutare con la massima attenzione che siano tutelati i diritti di sicurezza e benessere dei soggetti coinvolti e la qualità e l’efficienza delle cure sperimentate dalle strutture sanitarie. La Liguria, secondo l’assessore alla Salute, si candida per offrire nuove possibilità agli investitori indirizzandoli agli Erzelli che possono rappresentare una sede di riferimento anche per l’industria farmaceutica.

Nel luglio 2013 la Giunta regionale ligure aveva definito modalità e criteri per lo svolgimento delle sperimentazioni cliniche: le imprese farmaceutiche hanno sottoposto al Comitato etico regionale 230 richieste di ammissione allo svolgimento di sperimentazioni cliniche nelle strutture della regione. E ulteriori 40 domande sono arrivate lo scorso gennaio. Fino ad oggi sono stati 248 i pareri emessi dal Comitato etico regionale che ha esaminato tutte le richieste arrivate.

“Le prospettive del Comitato etico – ha concluso l’assessore – uno dei primi costituiti a livello italiano, sono quelle di far crescere l’attività della sperimentazione, attraverso grande trasparenza nell’allocazione delle risorse e la restituzione dei risultati alla comunità scientifica”. “Il protocollo siglato oggi – afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – è un esempio virtuoso che rafforzerà il network pubblico-privato, sempre piu’ indispensabile per rimanere competitivi a livello internazionale nello studio di nuovi farmaci. Ed è anche un’opportunità per la Regione, per i ricercatori e per le imprese a capitale nazionale e internazionale. L’industria farmaceutica oltre a rappresentare un importante valore per la salute è il primo settore manifatturiero per intensità di ricerca e sviluppo. In Italia i ricercatori sono circa 6.000 e gli investimenti in ricerca e sviluppo superano i 1.200 milioni di euro”.