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Il “ciclone” Grillo si abbatte sul Festival di Sanremo: comizio sul red carpet

Genova. Beppe Grillo si è abbattuto come un “ciclone” sul Festival di Sanremo. Un monologo itinerante, di corsa, sulla strada verso l’Ariston, assediato dalle telecamere e dai cronisti, un comizio improvvisato sul red carpet, con un affondo durissimo contro la Rai, “responsabile del disastro del Paese” e i suoi vertici, il conduttore del festival Fabio Fazio, ma anche Matteo Renzi e Laura Boldrini.

Poi una parentesi in platea, per assistere all’inizio del festival, con la sorpresa della contestazione di due lavoratori della terra dei fuochi che nei primi minuti gli rubano la scena. Nuove invettive al bar, durante una pausa pubblicitaria. Infine, l’uscita di scena poco dopo le 22, scortato dalle forze dell’ordine.

L’attesa e l’agitazione sono state alte per tutta la giornata e poi nel pomeriggio l’annuncio su Facebook: “Oggi sarò a Sanremo. Prima fuori e poi dentro”. Poi il tam tam si diffonde: Grillo è nella sede del Movimento 5 Stelle. Esce ed è un fiume in piena: “La Rai è la maggiore responsabile del disastro politico ed economico di questo Paese”, attacca. “Ha 13 mila dipendenti che costano 1 miliardo e 700 milioni, ma danno 1,4 miliardi in appalti esterni”. Nel mirino anche Fazio (“è un pacchetto da 5,5 milioni l’anno, più 600 mila dichiarati per Sanremo, più 350 mila per diritti di immagine”).

Tra urla, spintoni e forti momenti di tensione, sale sulla passerella davanti al teatro, solo ora circondato dalle forze dell’ordine: “Dobbiamo riprenderci la Rai”, incalza. Ma si scaglia anche contro Renzi (“E’ il vuoto assoluto, un cartone animato. E’ stato mandato al governo dalle banche”) e la Boldrini (“Non è in grado di ricoprire la carica che occupa”). Inveisce contro il Parlamento “che non c’è più”, definendo “vergognosi” provvedimenti come il dl Imu-Bankitalia, contro Berlusconi e De Benedetti “che stanno rovinando questo Paese”.

Accompagnato dal figlio Rocco, Grillo entra in teatro esibendo i biglietti “acquistati regolarmente” e prende posto in platea, defilato, a metà sala. “Starò tranquillo, non sono mica Cavallo Pazzo”, assicura in corridoio. ‘Sorvegliato speciale’, a distanza, da uomini del servizio d’ordine, resta seduto in silenzio, giacca a vento e sciarpa blu, e resta attonito quando i due contestatori interrompono il monologo iniziale di Fazio.

Con il conduttore scherza, durante una pausa pubblicitaria: “Appena siamo in onda arrivo!”, minaccia. “Ma ormai ti hanno superato”, replica Fazio dal palco. E poi: “Non puoi immaginare quanto mi faccia piacere”: “Parlami in diretta”, incalza in leader M5S. E Fazio: “Ora fatemi fare il Festival, altrimenti faccio Ballarò”. Il tempo per un applauso a Ligabue che omaggia Fabrizio De Andrè, per un sorriso accennato a una battuta di Luciana Littizzetto, poi il il leader M5S va al bar per “un caffettino” e per l’ultima invettiva.