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Genova, polemiche sulla Biblioteca Universitaria. Uilpa e Usb: “Ennesima cattedrale nel deserto per fare cassa?”

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Genova. “A sei anni dalla chiusura del suo cantiere la Biblioteca Universitaria di Genova rischia di rimanere l’ennesima cattedrale nel deserto”.

Uilpa Mibact e Usb Mibact lanciano il grido d’allarme per la nuova sede. L’intera struttura nel suo complesso diventerà pienamente operativa a partire da ottobre 2014, ma se da una parte “potrebbe costituire una grande opportunità per la città”, per i due sindacati “il rischio concreto è che vengano consegnati dei “contenitori” vuoti”.

“Ad oggi nulla è dato sapere su modalità e tempi previsti per la catalogazione dei 40.000 volumi appartenuti a Sanguineti e la stessa incertezza caratterizza la gestione del trasferimento nella nuova sede dei circa 650.000 volumi attualmente ospitati nella sede storica di via Balbi 3”, scrivono Uilpa Mibact e Usb Mibact in una nota.

Lanciando anche un j’accuse: “come è possibile che in un edificio appena restaurato e con un investimento così siano state riscontrate infiltrazioni e muffe che mettono a rischio il patrimonio librario antico e moderno? Fanno parte dell’”arredamento” anche grondaie, infissi, finestre porte assenti, danneggiate non funzionanti, rilevanti disconnessioni su terrazzi, cornicioni, parapetti di pertinenza e relative infiltrazioni sottostanti, scarichi fognari difettosi?”.

I sindacati chiedono, come previsto dalla normativa sulla trasparenza, “che sia al più presto resa pubblica tutta la documentazione concernente la nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova, i lavori svolti e da svolgere, le modalità di utilizzo dei finanziamenti pubblici”.

“Non vorremmo che gli annunci fatti prefigurassero le solite inaugurazioni da parata – sottolineano – Si rischia  di imboccare ancora una volta la strada dello spreco di denaro pubblico, creando l’ennesima cattedrale nel deserto: uno sterminato e lussuoso contenitore vuoto, privo di strutture e risorse adeguate, da “regalare” ai privati perché ingestibile”.