Quantcast
Cronaca

Ex Centrale del Latte, Parmalat verso il sì a Confindustria: “sconto” sul prezzo in cambio della ricollocazione, decisione a fine mese

centrale del latte

Genova. Una riunione “molto costruttiva”. Così l’assessore comunale allo Sviluppo economico Francesco Oddone ha giudicato il confronto che si è svolto questo pomeriggio a Tursi tra sindacati, istituzioni e la direzione di Parmalat sulla cessione dell’area ex centrale del latte di Fegino a un gruppo di imprese genovesi messe insieme da Confindustria che sono disposte a trasferire lì le loro attività mettendo in comune diversi servizi e in questo modo ricollocando tutti e 32 i lavoratori che nel frattempo non hanno ritrovato una ricollocazione (per 5 di loro il contratto a tempo determinato sta per scadere) e che a settembre esauriranno i due anni di cassa integrazione.

“Abbiamo lavorato a una proposta concreta per l’acquisto dell’area e per la ricollocazione di tutti i lavoratori che attualmente sono fuori – spiega Oddone – con condizioni equivalenti dal punto di vista contrattuale ed economiche. Loro hanno confermato, hanno definito questa proposta interessante, partendo da un valore di mercato con una formula di compensazione per quel che riguarda la ricollocazione stessa”. Uno “sconto” di fatto, in cambio delle assunzioni, che Parmalat avrebbe considerato equo anche se si è presa tempo fino al 28 febbraio per dire un chiaro sì o no: “L’azienda ha valutato in modo positivo la richiesta da parte del consorzio di uno sconto sul prezzo di mercato dell’area dovuto alla ricollocazione degli ex dipedenti, e la ricollocazione per noi è condizione imprescindibile di ogni accordo” conferma Enrico Agostino della Uila.

Se il 28 arriverà l’agognato sì “da lì si sovra iniziare una trattativa vera perché la ricollocazione dei lavoratori dorrà riguardare tipologie di lavoro diverse dove le istituzioni dovranno impegnarsi per fare corsi di formazione professionale”. Sì perché nessuna delle aziende interessate all’area appartiene al settore alimentare e la proposta prevede che per i 32 i posti siano da distribuire tra l’assunzione diretta nelle singole imprese e l’assunzione tramite il consorzio che gestirà i servizi in comune” dice Fabio Allegretti della Flai Cgil.

Con molta probabilità Parmalat metterà delle pregiudiziali e proverà a ritoccare il prezzo verso l’alto, ma l’orientamento – dopo il no secco di Comune e Regione al cambio di destinazione d’uso dell’area per farne un centro commerciale – sembra essere quello di risolvere l’impasse perché di proposte non ce ne saranno altre. I sindacati sembrano soddisfatti, ma chiedono di non perdere altro tempo: “Abbiamo chiesto di accelerare sui tempi per non far fuggire questa opportunità che è l’unica che c’è sul tavolo.. Ci hanno detto che la risposta sarà positiva ma dovranno inserire delle condizioni, quindi aspettiamo fine febbraio e vediamo.”