Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Droghe, incostituzionalità della Fini-Giovanardi: sentenze “sospese” e rischio caos nei Tribunali

Genova. La sentenza della Consulta che ieri ha giudicato costituzionalmente illegittima la legge Fini-Giovanardi in materia di droga avrà ripercussioni pesanti sulle attività dei tribunali italiani, con la necessità di riformare migliaia di sentenze. A Genova i numeri ancora non si conoscono “anche perché occorrerà andare a vedere sentenza per sentenza se si tratta di droghe pesanti o leggere visto che l’articolo della legge è sempre lo stesso”. Una vera bufera, ancora tutta da valutare.

A Genova il procuratore capo Michele Di Lecce ha spiegato che occorre attendere la pubblicazione della sentenza e poi decidere il da farsi: “Il problema – ha spiegato – riguarderà anzitutto i procedimenti penali definitivi per i quali i condannati sono in carcere”. Per gli altri la riforma della sentenza sarà un atto formale o poco più. Ma la procedura con cui anche a Genova le sentenze verranno riformate non è ancora chiara. I tribunali procederanno autonomamente? Occorrerà specifica istanza da parte dei legali dei condannati? Ancora non si sa.

Fra l’altro fino alla pubblicazione della sentenza (quello diramato ieri era un semplice comunicato stampa della Consulta) la Fini- Giovanardi resta formalmente in vigore, anche se ben difficilmente un giudice nei prossimi giorni emetterà una sentenza in materia di droghe. Più sensatamente i processi verranno rinviati fino alla pubblicazione della legge.

Occorre ricordare che la Corte costituzionale ha contestato che le nuove norme della cosiddetta Fini-Giovanardi, che parificava ai fini sanzionatori le droghe pesanti e quelle leggere, erano state inserite con un emendamento, in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. A sollevare la questione di legittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione. Viene così cancellata la norma con cui si erano parificate «ai fini sanzionatori» droghe pesanti e leggere: con la Fini-Giovanardi erano infatti state elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni con una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro. La legge 309/1990, meglio nota come Iervolino-Vassalli, già modificata da un referendum del 1993, invece prevede per lo spaccio di droghe leggere pene comprese tra 2 e 6 anni (da 6 mesi a 4 anni per la lieve entità) e per le droghe pesanti pene da 8 a 20 anni (da 1 a 5 anni per la lieve entità).

Anche le multe per gli spacciatori di hashish e marijuana erano (e torneranno fra qualche giorno) molto più lievi: da 5164 a 77.468 euro.

Importanti conseguenza, segnalano i giuristi, anche sul piano della custodia cautelare: il fatto che le pene per le droghe leggere siano sensibilimente ridotte ritornando all’impianto originario della legge, anche i termini per la custiodia cautelare si ridurranno e questo vale immediatamente per tutti i procedimenti in corso.