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Disabili e fasce deboli penalizzate: Sel chiede il ritiro dalla delibera sull’accesso alle case di cura

alessandro benzi federazione della sinistra

Liguria. “Sospendere immediatamente la delibera e incontrare le associazioni dei disabili e delle loro famiglie. Non farlo sarebbe un errore imperdonabile”. on queste parole Alessandro Benzi, capogruppo di Sel in Regione, chiede all’assessore alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi e alla giunta regione di ritirare la delibera regionale n. 1802 del 27 dicembre 2013 che, abbassando considerevolmente il limite Isee (da 40 mila a 10 mila) e la nuova modalità di calcolo per l’esenzione dalla compartecipazione alle spese per l’accesso alle strutture di riabilitazione, di fatto, dall’inizio di febbraio, sta rendendo impossibile sostenere il costo del servizio per centinaia di famiglie con disabili a carico.

“Associazioni come Fish Liguria e la Consulta regionale per la tutela e la salvaguardia delle persone disabili” – continua Benzi – “stanno denunciando l’iniquità della delibera per cui, un disabile grave e la sua famiglia, per accedere al servizio essenziale di cure dovranno pagare tra i 780 e i 930 euro al mese in regime di residenzialità e 630 euro in semiresidenzialità. Sopra i 20 mila euro di Isee non è previsto alcun contributo”.
«Oltre il 20% della popolazione disabile è penalizzata da questa delibera. La soglia Isee deve essere riportata su livelli sostenibili e dovrebbero essere considerate spese non ricomprese nell’Isee ma che le famiglie sostengono per la cura e l’assistenza dei loro disabili (ad esempio spese per badanti, ect). In questo momento la Regione rischia di non garantire il diritto di cura alla base della nostra Costituzione”.

Per queste motivazioni Sinistra Ecologia Libertà chiede il ritiro urgente della delibera in questione, di prendere in considerazione le proposte alternative avanzate dalle stesse associazioni e di incontrarle per riaprire la trattativa e trovare la giusta mediazione. Se la giunta non tornerà indietro e non si troverà una soluzione ragionevole dovrà essere il Consiglio regionale a votare una mozione che impegni la Giunta regionale a tornare indietro.