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Politica

Direzione Pd, Burlando rottama Letta: “Dobbiamo cambiare, non possiamo più rimanere ai margini”

burlando

Roma. “Non ce la facciamo più”. C’è anche un po’ di Liguria nell’attesissima direzione Pd a Roma, in cui il segretario Matteo Renzi ha ringraziato Enrico Letta chiedendo però di “aprire una fase nuova”, di “uscire dalla palude”.

Il governatore Claudio Burlando ha preso parola in direzione e l’ha detto chiaramente: “Siamo un grande paese con 60 milioni di abitanti, una discussione infinita non la possiamo più reggere, senza affrontare i nodi”. Burlando ha citato quelli liguri, le vertenze che spaventano Genova e la sua forza lavoro. Ilva, e Ansaldo in primis. “Noi abbiamo ristrutturato bene la nostra siderurgia – ha detto – ma se salta Taranto salta Genova, e se salta quella filiera salta tutto”. Poi il disegno di un grande polo energetico. “Bene Ansaldo – ha sottolineato il governatore – ma se non fai operazioni per mettere insieme Eni, Enel, un grande polo, fatichi”. Come dire, lo schema delle riforme istituzionali non regge più.

“A me sembra che abbiamo passato troppo tempo a tamponare, abbiamo resistito piuttosto che provato a cambiare. Rischiamo di arrivare malissimo al prossimo anno – così il Governatore della Liguria davanti all’assise romana – dobbiamo mettere in moto un’azione rischiosa ma questo paese è troppo importante per stare ai margini come Grecia o Spagna, se andiamo in crisi noi va in crisi l’Europa”.

Burlando ha poi invitato a prendere una decisione netta con un voto palese per il cambiamento.

“Credo che questa direzione vada conclusa con un voto, mi pare giusto prendersi una responsabilità collettiva, anche nei confronti del nostro elettorato – ha concluso – l’alternativa è far incancrenire ancora di più la situazione. So che è un grande rischio, ma un altro anno così non ce lo possiamo permettere”.

Trascorre poco tempo e l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria, Renata Briano, tra i pochi esponenti non renziana in giunta, ha commentato su Facebook: “Civati, sono orgogliosa di averti votato alle primarie perché la coerenza é un valore… #vincecivati #incoeRENZI”.

Lorenzo Basso, insieme ad altri lettiani, ha abbandonato l’aula per non votare la sfiducia al governo Letta.