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Cronaca

Detenuto conficca asta nelle gola di un altro carcerato: tentato omicidio a Marassi

carcere marassi

Genova. “Oltre i numeri da primato che le 7 strutture penitenziarie per adulti liguri annoverano e che le ricordiamo, ovvero poco meno di 1723 persone a fronte delle 1042, che per l’anno 2013 ha incoronato la Liguria come regione con il più alto tasso di sovraffollamento ( 65,4% ) in Italia, sono Genova Marassi e Imperia che al momento annoverano gli eventi critici più significativi della Regione, ovvero a Genova Marassi – proprio ieri e solo grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, si è evitato un omicidio”, Lo spiega Fabio Pagani, segretario Uilpa Penitenziari.

Presso il Centro Clinico dell’istituto, al secondo piano, un detenuto italiano ha infatti conficcato in gola di un altro detenuto un asta del letto, che ha rischiato di trafiggergli la gola. “Solo grazie all’immediato intervento della Polizia Penitenziaria – dichiara Pagani – e al loro coraggio benché trattasi di detenuti affetti da HIV/HCV, si è impedito che lo stesso potesse continuare ad infierire sul ferito (anche lui italiano).

Grave episodio anche sabato a Imperia. Così il segretario Regionale della Uilpa Penitenziari, commenta gli ultimi due gravi episodi in Regione evidenziando quei numeri da primato , ovvero quelli di Marassi di Genova che con una capienza regolamentare di 456 detenuti ne annovera presenti 787 con un esubero di 331 detenuti e un sovraffollamento del 72,6% e quelli di Imperia che con un esubero di 63 detenuti e un sovraffollamento pari al 65,6% con 4 Tentati Suicidi e 22 gli atti di autolesionismo e con una Capienza Regolamentare di 69 detenuti ne annovera 108 – nel concludere il sindacalista della UIL che aggiunge – inviamo un preciso messaggio a Renzi che nell’individuazione del nuovo Ministro, tenga conto dell’assoluta necessità di un cambiamento di rotta e che il Dicastero deve essere affidato a persona capace, competente, con una profonda conoscenza delle questioni che lo riguardano, soprattutto consapevole che le riforme devono essere condivise con le parti sociali nell’ambito di un corretto sistema di relazioni sindacali”.