Quantcast
Politica

Crisi di Governo, le prime reazioni dei politici liguri

Liguria. “Da un Governo non votato dalla maggioranza del Paese ad una nuova mossa che tiene fuori dai giochi gli elettori. Quello che viene fuori è uno scenario surreale in cui il Pd contraddice se stesso, tradendo – in un colpo solo – le promesse di dare un termine temporale a questo esecutivo non convalidato dal voto e la fiducia di chi, dalle primarie nazionali in avanti, si aspettava una svolta, un cambio di metodo”.
Luca Pastorino, deputato ligure del Partito Democratico, commenta così la presentazione da parte di Matteo Renzi, oggi in direzione nazionale a Roma, del documento Impegno Italia. Pastorino ha votato contro la relazione che di fatto apre la crisi di Governo.

“Questo ennesimo cambio di rotta della dirigenza Pd – sottolinea Pastorino – rappresenta nei fatti una mancanza di rispetto verso gli elettori – ancora una volta marginalizzati – ed è stato portato avanti dalla stessa fetta di partito che fino a ieri osannava l’operato di Enrico Letta. Gli stessi che oggi lo ringraziano, dandogli il benservito. Tutto questo è una presa in giro nei confronti di un elettorato che ha dimostrato di credere in noi, votando alle primarie, di credere ad una promessa di rinnovamento. Di fronte a loro, veniamo meno all’impegno ribadito in centinaia di occasioni di non dare più corso a nuovi esecutivi, senza prima aver consultato gli elettori”.
“Ora l’ipotesi del voto – continua Pastorino – è diventata un’imprudenza per tanti motivi, uno su tutti il mancato varo alla nuova legge elettorale. Ancora una volta si sceglie di decidere nelle stanze, trincerandosi dietro un’ostentata “responsabilità per il futuro del Paese”.

“Di fatto – aggiunge ancora Pastorino – oggi abbiamo la proposta di fare un nuovo Governo di larghe intese con Alfano. Mi chiedo come possiamo far combaciare l’esigenza di rinnovamento, i temi espressi da Renzi, con la presenza di soggetti politicamente agli antipodi”. “Mi chiedo inoltre – conclude Pastorino – come spiegheremo agli elettori del Pd l’appoggio di Cuperlo all’operazione Renzi e, sul nostro territorio, come questo potrà essere di riflesso giustificato da uno dei principali esponenti cuperliani, Giovanni Lunardon: dopo un anno in cui dirigenza regionale e provinciale si sono spese in un sostegno senza quartiere al Governo Letta, oggi in direzione Pd due dei suoi massimi sostenitori, Lorenzo Basso e Paola De Micheli, che non più di una settimana fa è venuta a Genova per supportare la sua campagna elettorale per il congresso regionale, hanno lasciato la direzione del Pd. Il rischio, è solo uno: allontanare la nostra base. Quelli che non l’hanno già fatto e che, ormai, non ci capiscono più”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Gaggero, candidato per la mozione Civati al prossimo congresso ligure del Pd. “Ci siamo candidati per rappresentare una chiara alternativa di sinistra nelle primarie congressuali liguri, a favore di un Pd coraggioso che possa cambiare le cose in profondità. La terza edizione delle larghe intese è una condanna alla conservazione e rappresenta un tradimento per gli elettori che alle primarie nazionali ci avevano chiesto ben altro”.

Sulla crisi di Governo interviene anche Susy De Martini, europarlamentare di forza Italia/ECR. “Letta dopo Monti; ancora un disastro politico sula pelle degli Italiani. Ancora un lacchè di Re Giorgio. Non ne possiamo più. Basta nominati. Andiamo al voto”.​

Il governatore ligure Burlando, invece, aveva già espresso chiaramente la sua posizione a favore di Renzi.