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Economia

Braccia tornate all’agricoltura. Più giovani, più rosa e più straniere: lo stato di salute delle aziende liguri

cia agricoltura

Genova. E’ufficiale: sono tornate. Quelle braccia, di cui tanto si parlava e si parla, hanno imboccato il percorso inverso, rientrando alla base. Ma, nel frattempo, hanno portato con sè anche quelle che con l’agricoltura finora non avevano avuto niente da spartire. Insomma, il bilancio dell’agricoltura ligure, concluso il Piano di sviluppo rurale 2007-2013, è positivo, pur in un contesto segnato da lunghi anni di crisi economica.

I dati, presentati dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia Liguria), parlano soprattutto di occupazione e consolidamento del territorio: grazie alle risorse ricevute dal Psr, nella sola Liguria sono stati ricostruiti 103.000 m2 di muretti a secco e sono stati inseriti nel mondo del lavoro 600 giovani under 40. Per i due terzi di questi ragazzi si può parlare di “ritorno all’agricoltura”, trattandosi di persone precedentemente occupate in altri settori, o senza lavoro.

All’inizio del 2014, quindi, quella ligure è dunque un’agricoltura più giovane, più rosa e con aziende più grandi, caratteristica quest’ultima fondamentale per affrontare una concorrenza giocata sempre più spesso a livello mondiale. Ma fondamentale è anche l’attenzione per il locale, che significa radicamento sul territorio e possibilità di creare ricchezza attraverso percorsi di promozione turistica. Da questo punto di vista è sicuramente interessante la crescita della filiera corta e di quella cortissima, che mette direttamente in contatto produttore e consumatore. Le imprese liguri di quest’ultima tipologia sono oggi più di 300, prevalentemente di piccola dimensione e a gestione familiare. A queste vanno aggiunte le molte imprese che vendono direttamente a ristoranti, esercizi al dettaglio e grande distribuzione, per le quali si può comunque parlare di filiera corta, esistendo un solo passaggio intermedio tra produttore e consumatore finale.

Un settore che nel complesso rappresenta l’8% delle imprese attive in Liguria e un’incidenza del 7,7% sul totale delle imprese giovani, dato interessante se rapportato al 7% medio a livello nazionale, con una punta addirittura del 12% nella provincia di La Spezia. Ben superiore alla media anche il numero di imprese femminili, che rappresentano il 37% del totale, ben 8 punti percentuali oltre la media nazionale del 29%, e a Genova sono addirittura il 40%. Un ultimo dato superiore a quello medio riguarda, infine, le imprese con titolare straniero: il 2,7% contro l’1,8% su scala nazionale, e un picco del 3,7% in provincia di Imperia.