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Politica

Beppe Grillo torna comico sul palco del Politeama, ma non dimentica la politica

Beppe Grillo - elezioni a Genova con Putti

Genova. Beppe Grillo torna sul palcoscenico di un teatro, il Politeama Genovese, per ricordare un amico che non c’è più, il dirigente e autore Rai Arnaldo Bagnasco, ma non dimentica la vis polemica. E così tra una battuta e l’altra gli ‘scappano’ un attacco alla Rai e il replay dell’ultimo post del suo blog personale sulla richiesta di 9 mesi di reclusione per aver violato i sigilli di una baita in Val Susa.

Tra il Beppe Grillo comico e il Beppe Grillo leader del M5s non c’è soluzione di continuità. E così, anche quando massacra a suon di battute un pazientissimo Gino Paoli, non può risparmiarsi la vis polemica che lo contraddistingue: “ti ricordi al festival dell’Unità… quando ancora mi invitavano al festival dell’Unità…”.

E parte ripetendo, arricchendole, le parole scritte sul suo blog dopo la richiesta del pm torinese a 9 mesi di reclusione per aver violato i sigilli in una baita della Val Susa. Dimentica la polentina, ma il resto c’è tutto. “Sono andato in una baita e mi hanno denunciato per violazione di sigillo già portato via dal vento. Anche lì c’era un sigillo inconsapevole – ripete Grillo -. Mi chiedo: ma quanto costa questo processo? Eravamo in 20, ognuno con il suo avvocato. E poi i giudici con le loro belle scorte. Prima udienza, subito rinviata perché mancava uno. Poi seconda udienza e chissà quante altre ancora. Dopo il primo grado, ci sarà il secondo, e poi la Cassazione. Mi avessero detto quant’è il sigillo, quanto costa? Che pago e la piantiamo lì”.

E la serata va avanti, tra i canti folk dei Trallallero, il messaggio registrato di Giorgio Albertazzi, la recitazione di Mariangela D’Abbraccio. E tra l’uno e l’atro ricompare Grillo che fa sganasciare di risate la platea con le sue battute ricordando quell’uomo, Arnaldo Bagnasco appunto, con il quale Grillo collaborò e grazie al quale iniziò a inveire contro le storture di un sistema socio-economico squilibrato nell’unico modo in cui pare sia possibile imprimere un messaggio: facendo ridere. E’ stato il prodromo della sua ‘discesa in politica’. Era la Rai. E contro la Rai Grillo si è scagliato anche ieri sera: “Ha tredicimila dipendenti, un miliardo per lavori e consulenze esterne. Abbiamo chiesto chi sono questi esterni e loro ci hanno detto ‘non si può, c’è la privacy’. Ora c’è questa pubblicità ‘La Rai si vede’ e invece non si vede un cazzo”.