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Amianto, i lavoratori “occupano” la Regione e ottengono tavolo a Roma: “Il Governo deve dare soluzione”

Genova. Simbolicamente occupato il quinto piano della Regione Liguria, con decine di persone dentro e uno striscione che pende fuori dal palazzo di piazza De Ferrari.

striscione amianto

Sono lavoratori e pensionati dell’amianto che chiedono il riconoscimento dei benefici previdenziali revocati dall’Inail, condizionata da un’indagine della Procura che dura da 8 anni e non ancora giunta a conclusione.

“La Regione risposte non ne può dare – spiega Cristina Balsano, segreteria Cisl – ma ci aspettiamo che si faccia parte dirigente e che insista con il governo perché ci sia la convocazione del tavolo sull’amianto, con riferimento al territorio genovese e ligure”.

L’incontro a Roma, che si terrà mercoledì 12 febbraio con il viceministro, era stato richiesto nei giorni scorsi al Prefetto dagli stessi sindacati con una lettera ai parlamentari e alle istituzioni liguri. “E’ il governo che deve dare la soluzione – sottolinea Antonio Perziano, segretario Cgil – noi abbiamo indicato due strade”. Da una parte la soluzione legislativa, così come fatto per le pensioni revocate dall’Inps, e dall’altra agire sugli atti di indirizzo già emanati all’inizio degli anni 2000.

“Dai dati sulle malattie prodotti dal registro dei mesoteliomi emerge che nelle aziende e nei reparti esclusi si sono verificati numerosi morti, segno che l’esposizione all’amianto c’è stata – spiega ancora Perziano – Non si tratta di aprire un altro capitolo sull’amianto, si tratta di ridare diritti a quei lavoratori a cui era stato riconosciuto e poi revocato”. Si parla di circa 800 persone distribuite principalmente tra Ansaldo e ilva, a cui si aggiungono altri casi in Elsag, ex Italimpianti, Stoppani.

Il numero di mesoteliomi ad oggi registrati in Liguria dal Renam (Registro Pubblico dei Mesoteliomi) è di circa 2500, di cui 1400 a Genova. I casi di neoplasie dovute all’amianto, riconosciuti nella nostra Regione rappresentano il 5% di quelli recensiti a livello nazionale, a fronte di una popolazione lavorativa ligure che è solo il 3% di quella dell’intero paese. Dal 1994 al 2010 i morti, provocati da questa terribile malattia in Ansaldo sono stati 135, in Ilva (ex Italsider) 107 e in Stoppani 10: ogni anno vengono denunciati 180 nuovi casi di mesotelioma.