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Unioni civili, segretario Udc Tovo: “Serve apertura”. Arcigay: “Progressisti rischiano di farsi raggiungere da conservatori” foto

Genova. “Sulla questione omosessuale serve apertura”, così il segretario provinciale Udc, Massimiliano Tovo, ha espresso la sua posizione in merito alla questione e ai diritti delle unioni civili con un un’intervista pubblicata nell’edizione genovese de “La Repubblica”.

“Per ora non voglio aggiungere nulla di nuovo, tornerò nei prossimi giorni ad affrontare questo argomento che con coraggio deve essere risolto – scrive oggi Tovo sul suo blog – ed è giusto per questo motivo aprire un serio e costruttivo dibattito, come in realtà non si è mai fatto. Perseguire i tabù e i divieti imposti non portano a nessuna conclusione”.

“Bravo Tovo – dichiara oggi Lilia Mulas, presidente Arcigay Genova – che squarcia un velo di ipocrisia dichiarando che non c’è nessun antagonismo tra diritti Lgbt e tutela delle famiglie e come questo sia stato per troppi anni un alibi della politica per non fare nulla sui due fronti.”

“Certo – continua Mulas – le posizioni del segretario dell’Udc restano molto lontane dalle nostre rivendicazioni. L’istituto giusto per noi esiste già e si chiama matrimonio, si tratta solo di renderlo un istituzione universale”.

Commenta anche Valerio Barbini componente della Segreteria Nazionale di Arcigay: “Ho conosciuto Massimiliano quando facevo militanza in un partito – dichiara Barbini – e so che le sue posizioni di oggi sono frutto di un lungo percorso di riflessione politica sincero e di cui apprezzo il coraggio. Le nostre idee restano distanti ma il coraggio di rischiare è, io credo, un esempio di buona politica.”

“Non ci basta quello che Massimiliano propone per le coppie lesbiche e gay – continua Barbini – alle quali spetta l’uguaglianza piena, in particolare è ineludibile la questione dell’omogenitorialità. Più di 100mila bambini italiani hanno due mamme o due papà, non sono uno spauracchio ma famiglie che vanno urgentemente riconosciute e tutelate. Spero che ci sarà presto occasione di confrontarsi con Massimiliano”.

“E infine -conclude Barbini– le ancora timide posizioni del conservatore Tovo dovrebbero interrogare coloro che, nella politica italiana, vorrebbero occupare il campo dei progressisti ma, immobili da decenni, rischiano di farsi raggiungere”.