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Un unico Comune da Carasco a Lumarzo: i “Non Morti” lanciano la proposta per il futuro della Fontanabuona

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Carasco. Il momento del dolore, accompagnato da quello della proposta, per disegnare un futuro finalmente libero dalla drammatica emergenza di questi giorni. A Carasco, paese che con il suo ponte crollato, è un po’ il simbolo delle decine di frane che negli ultimi mesi hanno funestato la Val Fontanabuona, il comitato “I Non Morti” ha ricordato, a tre mesi dalla tragedia, Claudio Rosasco e Lino Gattorna, le due vittime del crollo.

Questa mattina sono stati deposti dei fiori ai piedi dell’edicola della Madonna posta sul ponte vecchi di Carasco benedetti dal parroco don Paolo Gaglioti. I “Non Morti” continuano inoltre a chiedere l’intitolazione del nuovo ponte in costruzione, pronto forse ad aprile, proprio alla memoria di Claudio e Lino.

Da loro – dicevamo – anche una proposta: istituire unn unico grande Comune da Carasco a Lumarzo per tutta la Fontanabuona in modo da ottimizzare le risorse economiche e limitare la burocrazia per meglio gestire soprattutto la salvaguardia del territorio.