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Segreteria ligure Pd, Burlando rilancia: “Primarie aperte per le regionali”

Liguria. Primarie per le regionali, quest’autunno e “ovviamente primarie aperte a tutti”. In casa Pd, Claudio Burlando spariglia le carte della campagna per la segreteria regionale e rilancia: “Ho detto in tutti i modi che non mi ricandido e lo ribadisco anche oggi”, ha detto a margine del dopo giunta. E ha poi aggiunto: “anziché litigare, i tre dovrebbero mettersi d’accordo per farle quest’autunno. Dovranno essere ovviamente primarie aperte a tutti”, ha sottolineato.

Il messaggio è partito. Destinatati i tre candidati alla segreteria ligure del Pd, il bersaniano Giovanni Lunardon, il renziano Cavarra, e il civatiano Gaggero. E se Burlando non capisce “perché si sia legata la vicenda del segretario regionale alle prossime elezioni in Liguria”, i fili che incrociano piazza della Vittoria a piazza De Ferrari sono stretti. Ai renziani è legata una possibile candidatura, ai bersaniani un’altra, e ai civatiani un’altra ancora.

Le primarie aperte, invece, potrebbero scardinare i meccanismi del passato. Perché, nonostante il Pd nazionale sia a guida renziana, non è detto che il vento del cambiamento soffi altrettanto forte sulle primarie della Liguria. Non a caso i gruppi dirigenti così come i parlamentari liguri democratici “tranne Caleo, stanno tutti con Lunardon”, ha ricordato Burlando tirando la frecciata a chi, magari di fede renziana, ha dato invece l’appoggio al segretario genovese.

“Io vado tanto in giro – ha sottolineato il presidente della Regione – nell’imperiese mi dicono sempre che prima non veniva mai nessuno. Ora invece con molti amministratori si è creata una sintonia e quando Cavarra si è rivolto a loro molti hanno detto sì”. E non importa se qualcuno in rete già ironizza “Speriamo almeno che tutti questi Scaioliani non siano stati arruolati a loro insaputa! Meno male che #labuonacompagnia dei renziani sostiene Giovanni Lunardon!”, in riferimento alla “campagna imperiese” sconfinata anche in area centrodestra. I 100 amministratori a sostegno del sindaco di Sarzana, potrebbero non bastare. Quindi, il ragionamento del Governatore è “Di Cavarra, e dell’elezione in segreteria regionale, più se ne parla e meglio è”.

Che poi Cavarra sia sostenuto al di fuori “lo trovo un fatto molto positivo perché per vincere le elezioni in questo Paese occorre aprirsi all’esterno”, ha detto ancora Burlando, ricordando Renzi, “che guarda a un elettorato più aperto” e che ha in questo “un elemento di forza”.

“Il dibattito, fra l’altro si incrocia molto con la legge elettorale e i suoi sbarramenti severi – ha spiegato poi Burlando con un occhio a Roma – I piccoli partiti a questo punto si orienteranno in gran parte a convergere con forze più grandi. Solo per fare un esempio, se Vesco vorrà venire a dare una mano a un’amministrazione con cui ha lavorato per dieci anni, ne saremo molto felici”, ha lanciato l’assist all’assessore al Lavoro.

Ma le elezioni sono per ora lontane. Le primarie del 16 febbraio, invece, premono e il Governatore deve spingere la volata del suo candidato. “Appoggio Cavarra perché mi sembra giusto, in questa Regione, una guida coerente con quella nazionale”, ha detto ancora oggi. E se non poi non dovesse vincere “non dispero, perché la politica in Italia è cambiata grazie alla sconfitta di Renzi del 2012, che da solo contro tutti riuscì a prendere il 40% dei voti”.

Infine, la stoccata: “nel 2009 quando eleggemmo il segretario nazionale fu stabilito che fossero contestuali le elezioni delle segreterie regionali, e così eleggemmo Bersani e Basso”. Questa volta invece non è andata così. “Ed è facile capire perché: se Renzi fosse venuto a Genova presentando il candidato regionale, durante la sua campagna, l’elezione di Cavarra sarebbe stata praticamente scontata – la conclusione del Governatore – E questo non lo si è voluto”.