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Politica

Reddito minimo garantito, Gaggero (Pd): “Partito apra discussione, Liguria può essere apripista nazionale”

stefano gaggero - partito democratico - work in progress

Genova. “La Liguria può fare da apripista sul tema del reddito minimo garantito regionale, aprire un dibattito che può diventare nazionale e renderci, sul fronte della lotta a povertà, disagio sociale, precarietà e disuguaglianze, un territorio all’avanguardia”.

Stefano Gaggero, candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico, commenta così il dato emerso da un’indagine di Bankitalia che fotografa la crescita dei livelli di povertà in Italia dal 2010 al 2012.
“In una regione – spiega Gaggero – dove ci sono circa 9 mila lavoratori in cassa integrazione e nel primo semestre del 2013 la disoccupazione era al 10,5%, non possiamo più permetterci di andare avanti “mettendoci una pezza”, con soluzioni solo temporanee”.

“A meno di un 20 giorni dal congresso il problema maggiore però sembra essere quello dei piazzamenti, delle correnti, delle guerre tra candidati, “chi è più innovativo di chi” – continua Gaggero – tutto questo mentre la gente chiede alla politica risposte e progetti. Il Pd deve comportarsi da partito di sinistra, proponendo soluzioni concrete. Abbiamo un’occasione importante davanti: discutere di come rendere la Liguria un’avanguardia nella protezione del lavoro e della dignità delle persone. Possiamo portare il partito regionale un passo oltre la proposta di Matteo Renzi su lavoro e sussidio universale di disoccupazione. Vale la pena non perdere di vista l’obiettivo”.

“Quella del reddito minimo garantito o reddito d’inserimento sociale – sottolinea ancora Gaggero – è una proposta che arriva dall’Europa di Jacques Delors, non dal M5S, e può rappresentare una risposta universale alla domanda di protezione dalla povertà e dal rischio di esclusione sociale, un completamento degli strumenti già a disposizione, che oggi sono tanti ma sovrapposti, inefficaci e soprattutto non sono universali, cioè non valgono per tutti (ne è un esempio la cassa integrazione)”.

Per funzionare, secondo Gaggero, il sistema del reddito minimo deve essere coniugato con quello dei servizi alle persone, dal collocamento alla formazione. “Il presupposto – sottolinea – è quello di una riforma di queste prestazioni da parte della Regione, cosa che anche l’Ue ci chiede. Il progetto di reddito minimo deve poi essere introdotto in collaborazione con gli enti locali e prevedere adeguate misure di contrasto a frodi e abusi, attraverso un sistema semplice e informatizzato”.

“La Regione ha un bilancio di 5 miliardi di euro – conclude Gaggero – e nelle pieghe di quel bilancio possiamo trovare le coperture necessarie per finanziare il reddito minimo. Non sarà facile, non sarà veloce, ma si può fare discutendone con elettori e associazioni del territorio. Ma soprattutto discutendone insieme, all’interno del partito, se la preoccupazione è ancora quella di dare una risposta alle persone che chiedono soluzioni alla politica. E non querelle”.