Rapallo, bimba prelevata dall'asilo. La madre: "Chiedo che siano onesti, voglio Maria con me" - Genova 24
Cronaca

Rapallo, bimba prelevata dall’asilo. La madre: “Chiedo che siano onesti, voglio Maria con me”

Agg. h 16.44 E’ stata rinviata al 19 febbraio l’udienza del tribunale dei minori di Genova chiamato a decidere se restituire o meno alla madre la bambina. Il giudice Giuliana Tondina ha stabilito che la madre potrà rivedere la figlia i prossimi 3 e 14 febbraio, giorno del compleanno della bimba.

Genova. “Chiedo solo che siano onesti”. La madre di Maria, la piccola di 4 anni prelevata dall’asilo a Rapallo e tolta alla sua custodia il 7 gennaio scorso, vuole un motivo e chiede perché.

“Non posso capire cosa sta succedendo, non ho fatto niente di sbagliato – ha detto oggi in occasione dell’udienza presso il Tribunale dei Minori di Genova – Sono una mamma che ama la propria figlia e a cui non è mancato mai niente”. Una bambina di quasi 4 anni (li compierà il 14 febbraio) che prima del 7 gennaio stava bene, vivace e intelligente come i bambini alla sua età. “Parla quattro lingue – ha raccontato la madre – siamo state sempre insieme e molto felici”.

Poi il 7 gennaio i servizi sociali hanno prelevato la piccola Maria dall’asilo di Rapallo. Il tribunale, nella motivazione dell’atto, aveva definito lo stile di vita della donna parassitario e aveva inoltre sottolineato che la donna evitava il lavoro.

“Io ho bussato con speranza alla loro porta per trovare un lavoro ed essere autonoma – ha ribadito – invece non mi hanno creduto. Chiedo perché”.

Il giudice, che si è riservato di decidere, ha ripercorso i fatti che testimoniano il percorso tra madre e servizi sociali di Santa Margherita. “La madre sta rispondendo – ha confermato il suo legale Fabio Di San Sebastiano – fornendo ogni spiegazione, è pienamente collaborativa. Si è anche fatto notare che alcune cose sono state ingigantite, forse per incomprensioni linguistiche o perché lei stessa non aveva compreso bene la natura dei servizi sociali, non deputati a trovarle lavoro e sistemazione”. La donna ha insistito per tutta l’udienza a sostenere quello che invece le è sempre mancato: un lavoro fisso. Cosa che, secondo quanto da lei stessa riportato, non ha mai influenzato lo stato della piccola.

“Non è vero che non cercavo lavoro, sono andata a diversi colloqui, a Chiavari, a Santa Margherita, ho chiesto all’agenzia del lavoro, mandato curriculum anche a Genova, però non ho trovato un lavoro in regola, sempre in nero. Ma alla bambina non mancava mai niente”. Un aspetto confermato anche dalle maestre dell’asilo. “E’ sempre stata una bambina normale – ha sottolineato la madre – non le ho mai fatto sentire la mia difficoltà, sono sempre stata positiva e lei era serena”.

“Adesso invece – ha spiegato l’avvocato – E’ venuto fuori che la bambina non riesce più a dormire, piange in silenzio. Il giudice ha chiesto alla madre il motivo, ma possiamo intuirlo tutti, con buona pace della relazione psicologica che dice che Maria è perfettamente in sintonia con la struttura di accoglienza”.

I legali della donna, alla luce delle relazioni depositate, che comprendono la testimonianza di pediatra, educatrice e psicologa dell’asilo, hanno richiesto al Tribunale una misura meno afflittiva. Il giudice valuterà il caso, terminata l’udienza. Nel frattempo però madre e figlia continuano a restare separate. Solo il 3 e il 14 febbraio, in occasione del compleanno di Maria, potranno rivedersi. “Fino al 7 gennaio insieme siamo state molto felici – ha ripetuto oggi – E’ un grande dolore per lei, io come mamma soffro molto, per lei”.

Infine, l’appello alle istituzioni: “Chiedo che siano onesti. Io sono pronta a collaborare come fatto fino a ora per trovare una soluzione – ha concluso – ma voglio la bambina vicino a me”.