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Piano di riorganizzazione Wartsila, esuberi anche a Genova: i sindacati dicono no

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Fim, Fiom e Uilm dicono no. Sindacati compatti nel respingere il piano di riorganizzazione di Wartsila. La multinazionale finlandese ha presentato oggi il suo progetto e prevede esuberi per 1.000 dipendenti a livello mondiale. In Italia, negli stabilimenti di Genova, Trieste e Napoli, tutto ciò significherà la riduzione del 10% della forza lavoro, cioè 150 dei circa 1.500 impiegati in Italia.

L’azienda, uno dei principali produttori al mondo di motori per la nautica, ha chiarito che tale scelta non riguarda la cassa integrazione ordinaria, ma è imputabile esclusivamente alle scelte della corporation mondiale conseguenti a una valutazione dell’andamento del mercato globale e alla necessità di essere più competitivi.

“Tutto questo – commentano invece i sindacati – molto più banalmente riguarda la scelta del management della multinazionale di mantenere alti i profitti, risparmiando 60 milioni di euro annui attraverso la mera riduzione degli organici. Nonostante il gruppo dirigente Wartsila abbia ribadito il ruolo chiave dell’Italia all’interno dell’assetto futuro e complessivo della multinazionale – per il Coordinamento Nazionale Fim Fiom Uilm questa scelta è inaccettabile”.