Piaggio Aero, Liguria mobilitata per salvare l'occupazione: oggi vertice in Regione - Genova 24
Economia

Piaggio Aero, Liguria mobilitata per salvare l’occupazione: oggi vertice in Regione

piaggio aero

Genova. Continua la mobilitazione contro il piano shock deciso da Piaggio Aero. Ieri si è tenuta una riunione tra la Rsu dello stabilimento di Sestri Ponente ed i parlamentari liguri, oggi nuovo vertice in Regione con le istituzioni.

La linea è quella della “massima compattezza”, oltre alla condivisione di obiettivi e di un percorso che continuerà nei prossimi giorni. “Dobbiamo far emergere qual’è il percorso che intende fare la Regione, che, va ricordato, è un attore primario nella vicenda – ha sottolineato Maurizio Marchi, Fim Cisl – Se tutti, parlamentari compresi, dicono che questo piano è irricevibile, il piano deve essere modificato. Alla regione chiederemo questo: chiarezza”.

Dopo la presentazione del piano industriale “shock” con centinaia di esuberi ed esternalizzazioni per i due stabilimenti di Genova e Finale Ligure, e la chiusura entro il 2015 di Sestri Ponente, sindacati e politica ligure si trovano coesi nel rigettare un piano che così com’è “non è accettabile”.

“Questa è una crisi quasi incomprensibile – aveva commentato ieri Sandro Biasotti – Piaggio Aero ha una grandissima professionalità, e secondo quanto detto dalle Rsu in questi mesi hanno avuto centinaia di richieste di straordinario. Parleremo con il ministro Mauro, il pattugliatore è strategico, non riusciamo a capire perché si voglia solo tagliare i posti di lavoro, è una politica suicida, ed è una vicenda che non può passare così”.

I parlamentari chiederanno a breve un incontro con il ministro della Difesa, Mario Mauro e quello dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ma soprattutto un tavolo fra i lavoratori, l’azienda e la proprietà. Perché “questa bozza di piano industriale e la strategia a lungo termine illustrata creerebbero non solo esuberi, e quindi una perdita di posti di lavoro nella nostra regione, ma anche una prospettiva non chiara per l’azienda – aveva bibadito Lorenzo Basso – un confronto tra i due ministeri ora è necessario, dato il progetto fondamentale del pattugliatore che ha necessità di un sopporto da parte della Difesa”.