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Ilva Cornigliano, sale la tensione: “Intesa sui contratti di solidarietà o lunedì scendiamo in piazza” foto

Genova. Nel giorno della commemorazione di Guido Rossa, il ricordo all’Ilva di Genova non è solo una cerimonia formale. “Questa è la sua fabbrica, un’officina che ha sempre seguito le vicissitudini del mondo del lavoro genovese – spiega Armando Palombo, Fiom Cgil – e oggi l’Ilva di Cornigliano è sotto la lente di parecchi soggetti istituzionali. Noi commemoriamo Guido Rossa per ieri, per oggi e per domani”.

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Onorare l’operaio ucciso dalle Br attraverso la battaglia del lavoro, “per mantenere il posto di lavoro”, spiegano gli operai davanti ai cancelli della storica fabbrica, a poche ore dalla riunione con i vertici aziendali per trovare l’accordo sui contratti di solidarietà. “Già oggi, nel secondo appuntamento con la direzione, ci aspettiamo che la fabbrica possa continuare a lavorare. Ci aspettiamo lavoro, lavoro, lavoro”, sottolinea Palombo.

Nello specifico, l’incontro di oggi pomeriggio riguarda, tecnicamente e formalmente, i contratti di solidarietà, così come l’ultimo avvenuto lunedì scorso in cui l’azienda ha però dato, in modo piuttosto irrituale, comunicazione sulla difficoltà a rispettare i termini dell’accordo di programma per il livello occupazionale. La tensione a Cornigliano, neanche a dirlo, è immediatamente salita. Il Prefetto ha convocato la commissione di vigilanza per martedì prossimo, alla presenza dei firmatari dell’accordo, ma è chiaro che le due partite, contratti di solidarietà e accordo di programma, sono ormai legate, almeno momentaneamente.

“Noi chiediamo che sia garantita continuità di reddito – sottolinea il sindacalista – come da contratto di solidarietà finanziato all’80%. Ora il governo ha abbassato la cifra al 70%, qualcuno ci deve mettere la differenza”. L’integrazione salariale è infatti la posta su cui si giocano le prossime mosse. Se oggi, come dichiarato dalla direzione a margine della commemorazione di Guido Rossa, si proverà a trovare l’intesa sui contratti di solidarietà, la tensione in fabbrica sarà per il momento sotto controllo, consentendo di andare all’appuntamento del 4 febbraio in Prefettura con un determinato animo, altrimenti, i lavoratori Ilva, alle prese con lo spettro esuberi, sono pronti a scendere in piazza già lunedì.

“Chiediamo che venga rispettato tutto l’accordo di programma del 2005”, chiedono i sindacati. “La situazione è difficile, ma ci stiamo provando”, la risposta dell’azienda. La contestazione, prevista stamani in occasione della commemorazione, è saltata all’ultimo momento per la presenza dei bambini della scuola “X Dicembre”.