Frana sulla provinciale 225: via alla costruzione di una paratia provvisoria. Ma l'incognita è il maltempo - Genova 24
Cronaca

Frana sulla provinciale 225: via alla costruzione di una paratia provvisoria. Ma l’incognita è il maltempo

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Lumarzo. Prosegue il lavoro di Regione Liguria e Provincia di Genova per far fronte alla frana della strada provinciale 225, all’uscita del tunnel “Paolo Emilio Taviani”, che, da Genova, collega Bargagli con la località Ferriere, in comune di Lumarzo e assicurare, la viabilità da e per la Fontanbuona, sia pure in condizioni difficili.

In mattinata, sulla base degli ulteriori rilievi eseguiti e alla presenza di tecnici e amministratori di Regione e Provincia, si è concordato di procedere, quanto prima possibile, a realizzare una paratia di micropali, da sistemare, grosso modo, al centro della strada.

La paratia potrà garantire stabilità alla semi-carreggiata del lato monte, su una larghezza utile di circa 7 metri, in modo da consentire il transito su una corsia per senso di marcia nel periodo transitorio, fino all’esecuzione delle opere di ripristino definitivo.

Lo ha reso noto l’assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria Raffaella Paita, insieme con il commissario straordinario della Provincia di Genova Piero Fossati e l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Giovanni Boitano.

La paratia verrà eseguita con due macchine per l’esecuzione di pali, una delle quali già arrivata sul posto, che opereranno da domani, se le condizioni meteo, vista l’allerta 1, diramata dalla Protezione Civile regionale, lo consentiranno.

“Unica vera incognita, infatti è la forte pioggia prevista per domani e domenica, che si spera non comporti ulteriori aggravamenti della frana, che se si verificassero, potrebbero complicare notevolmente l’esecuzione dei lavori e della costruzione della paratia”, spiega Paita.

Una volta ristabilite le normali condizioni di transito, si procederà con i lavori di ripristino definitivo, per i quali nei prossimi giorni verranno meglio definite le idonee soluzioni tecniche.

“E’ una priorità assoluta per la sicurezza e la transitabilità della strada, e per garantire collegamenti essenziali per la vallata – dice il commissario della Provincia di Genova Piero Fossati – I primi, urgenti, per il rafforzamento del lato a monte della carreggiata sono, come detto, in partenza: sarà una fitta serie di grossi pali in ferro, tre per metro, del diametro di venti centimetri (si ipotizza dai primi sondaggi nel terreno di impiegare pali da quindici metri, ma potrebbero essere più lunghi, se necessario) a consolidare la strada su un fronte tra i cinquanta e i sessanta metri e questo cantiere, aperto già domani se il tempo permetterà di lavorare in sicurezza, dovrebbe completare la barriera di pali entro una decina di giorni. Questo è il nostro obiettivo e credo che ce la faremo – sottolinea Fossati – anche se a gennaio continuiamo a dover fare i conti con le piogge e i temporali come fossimo ancora in pieno autunno”.

Le macchine palificatrici inseriranno progressivamente dai due estremi della frana nel terreno i
grossi pali in ferro, riempiti di calcestruzzo, fino agli strati profondi di roccia. Lavoreranno sempre in sicurezza, dicono i tecnici, perché pianteranno ogni palo con un braccio mobile davanti alla macchina in modo che i cingoli avanzino solo sul terreno già consolidato.

Durante tutte le operazioni il transito attuale, a senso unico alternato, resterà sempre aperto, perché gli spazi sulla carreggiata sono adeguati per far coesistere la palificazione e il passaggio dei veicoli. Dalla settimana prossima si valuterà anche la soluzione per il risanamento e la messa in sicurezza definitiva della parte franata a valle.

“Saranno i tecnici della Provincia e della Regione a decidere, ma credo che molto probabilmente – spiega ancora Fossati – sarà necessario procedere anche in questo caso con una fitta serie di pali su tutto il piede della zona franata, su cui fondare una nuova murata o una paratia, con successivo riempimento di solidi materiali drenanti di ottima qualità, come pietre e grosse ghiaie di fiume, sui quale ricostruire poi la carreggiata, con tutti i più efficaci sistemi di canalizzazione e deflusso delle acque sotterranee”.