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Eccidio di Forte San Martino e il dramma della Shoah: il ricordo di Genova e Val Fontanabuona

Genova e Val Fontanabuona. L’eccidio al Forte di San Martino, uno degli episodi più dolorosi della guerra della liberazione a Genova, verrà ricordato domani, sabato 18 gennaio, nel settantesimo anniversario, a cura del Comitato Permanente della Resistenza della Provincia di cui è presidente il sindaco Marco Doria.

La mattina del 14 gennaio del 1944, nel piazzale antistante il forte di San Martino, otto patrioti che nella notte erano stati prelevati dal carcere di Marassi e processati sommariamente dal Tribunale Militare, furono uccisi dai nazifascisti per rappresaglia in seguito all’attentato compiuto la sera prima in via Venti Settembre da una squadra dei Gruppi di Azione Patriottica – GAP – ai danni di due ufficiali tedeschi, uno dei quali rimase ucciso.

Gli otto, del tutto estranei all’accaduto perché arrestati in precedenza in circostanze diverse come cospiratori, vennero uccisi da alcuni ufficiali nazisti e della guardia nazionale repubblicana (GNR), dopo che il plotone dei carabinieri agli ordini del tenente Giuseppe Avezzano Comes, incaricato dell’esecuzione, si era rifiutato di aprire il fuoco su di loro. I loro nomi: Dino Bellucci, Giovanni Bertora, Giovanni Giacalone, Romeo Guglielmetti, Amedeo Lattanzi, Luigi Marsano, Guido Mirolli e Giovanni Veronelli.

La commemorazione, in programma domani, inizierà alle ore 10, in via Piero Gobetti, davanti alla lapide in memoria dei martiri, dove verranno deposte delle corone. Proseguirà, quindi, alle 10.30, al Forte di San Martino, dove terrà l’orazione ufficiale l’assessore Giovanni Crivello. Domenica 19 gennaio, alle ore 10.45, nella chiesa di san Filippo, in via Lomellini, verrà celebrata una messa in suffragio dei caduti nei campi di sterminio nazisti KZ. Nell’occasione terrà un’orazione commemorativa Gilberto Salmoni, presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati – ANED – di Genova.

Martedì prossimo, 21 gennaio, si svolgerà invece la cerimonia che commemorerà la deportazione del 1944 degli ebrei dal campo di concentramento 52 di Calvari e il loro sterminio ad Auschwitz Birkenau. Quel drammatico e terribile calvario dalla prigionia in Fontanabuona al lager nazista della morte insieme ad altri 28 ebrei fu l’ultimo viaggio anche per Nella Attias, uccisa a sei anni nelle camere a gas. Alla cerimonia alle 10.30 interverranno il commissario della Provincia di Genova, Piero Fossati, il sindaco di Coreglia Ligure, Elio Cuneo, il rabbino capo della Comunità Ebraica di Genova Giuseppe Momigliano, e lo storico Giorgio Getto Viarengo a nome del coordinamento Anpi del Tigullio. Seguirà, nella piazza intitolata a Nella Attias, la messa a dimora degli ulivi della pace, a cura di Cgil,Cisl e Uil.