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Cassinelle, continua lo sversamento del percolato. La Procura: “Autorizzata diffusione dati, ma decisioni sanitarie non spettano a noi”

Genova. “Non c’è alcun mistero, ma solo la necessità di aspettare i tempi delle analisi e di rispettare il vincolo del segreto istruttorio, cui siamo tenuti in quanto ufficiali di polizia giudiziaria”. Ieri Arpal con un comunicato ha provato a mettere fine alle polemiche rispetto alla diffusione dei dati sulle analisi del percolato di scarpino che ormai da due settimane tracima nel rio Cassinelle.

rio cassinelle percorlato 29 gennaio 2014

Vero è che primi i dati non commentati – come ha detto l’assessore comunale all’ambiente Valeria Garotta – sono arrivati al Comune sono due giorni fa e che ancora mancano quelli sui metalli pesanti. Arriveranno tra una settimana assicura arpal, ma a proposito del segreto istruttorio il procuratore capo Michele di Lecce precisa: “Il segreto istruttorio riguarda le indagini che sono in corso, rispetto ai dati abbiamo autorizzato Arpal a comunicarli alla Asl e al Comune di Genova”.

La Procura questa mattina ha anche ribadito che non sta a lei prendere provvedimenti di tipo sanitario, bensì alla Asl. Intanto le indagini vanno avanti e presto il sostituto procuratore Walter Cotugno che coordina l’inchiesta potrebbe sentire gli abitanti della zona che hanno lamentato malori e si sono sottoposti ai controlli medici. Il percolato intanto, anche a causa delle piogge di questi giorni, continua a riversarsi nel rio Cassinelle e da lì nel torrente Chiaravagna, come dimostrano le immagini girate questa mattina da alcuni residenti e postate sul gruppo del Comitato Alta Val Chiaravagna.

Un’emergenza che va risolta al più presto ha commentato la Procura, anche se il meteo certamente non è di aiuto.