Cronaca

Amt, referendum sull’accordo entro febbraio. Poi tutto congelato: “Comune e Regione rispettino gli accordi”

Genova. Entro i primi giorni di febbraio arriverà il referendum tra i lavoratori, poi tutto congelato (si spera per poco) in attesa che Comune di Genova e Regione Liguria battano un colpo. E’ stata siglata ieri sera l’ipotesi di accordo tra sindacati e Amt, l’azienda di trasporto pubblico del capoluogo ligure. “Un buon accordo, tenuto conto – spiega Antonio Cannavacciuolo, UilTrasporti – del contesto in cui siamo”.

Da ieri, insomma, quei 4 milioni di euro di minori spese necessari per mettere i conti in sicurezza nel 2014 e condizione indispensabile perché il Comune stanzi 4,3 milioni per la ricapitalizzazione di Amt, ci sono. L’intesa punta soprattutto su due proposte avanzate originariamente, non senza difficoltà, dai sindacati: il congelamento dei fondi accantonati per il rinnovo del contratto nazionale e di quelli messi da parte per le ferie non godute. Dalla prima voce arriveranno 1,4 milioni di euro, tetto sopra il quale gli adeguamenti salariali verranno comunque pagati ai lavoratori, dalla seconda 1 milione e 250mila euro. Entrambi gli importi verranno recuparati gradualmente a partire dal 2015.

Arriverà inoltre una stretta sui controlli anti-evasione, con nuove regole per gli ausiliari del traffico e la reinternalizzazione del servizio di guardianaggio nella metropolitana: lì il personale svolgerà anche funzioni di verifica dei titoli di viaggio. Entro marzo, poi, azienda e sindacati studieranno il problema dell’affidamento a terzi dei servizi di manovra nelle rimesse e di pulizia. Potrebbero essere entrambi svolti, in tutto o in parte, da personale interno all’azienda. Attesi infine risparmi anche dallo svecchiamento del parco mezzi e dalla modifica del sistema logistico: il magazzino centrale costa ad Amt 250mila euro all’anno d’affitto, si cercherà un’altra collocazione e non è esclusa la creazione di aree adibite allo scopo nelle singole rimesse.

Da inizio febbraio – dicevamo – l’ipotesi potrebbe diventare definitiva, ma appunto i provvedimenti non diventeranno operativi finché le istituzioni non avranno “ottemperato agli accordi sottoscritti”. “Questa ipotesi di intesa – conclude Cannavacciuolo – obbliga Comune e Regione a muoversi. Ora vogliamo vedere atti concreti, altrimenti si ripererà il film già visto nel 2013”.