Amt, la trattativa continua: tra Agenzia unica che (forse) non parte e i contratti di solidarietà respinti al mittente

Genova. Sembra perdere quota l’ipotesi dei contratti di solidarietà estesi a tutto il personale viaggiante, misura ritenuta invece possibile dai sindacati, ma esclusivamente su base volontaria e come estrema ratio, per altri trenta lavoratori. Amt, continua la difficile trattativa tra organizzazioni sindacali ed azienda per trovare quei 4 milioni di euro necessari per mettere i conti in sicurezza nel 2014 e condizione indispensabile perché il Comune di Genova stanzi 4,3 milioni per la ricapitalizzazione dell’azienda di trasporto.

Oggi a palazzo Tursi si è tenuto un nuovo incontro tra le parti, il prossimo è previsto per venerdì prossimo. L’intesa, però, non sembra destinata ad arrivare a breve e comunque dovrà prima essere approvata dai lavoratori.

Sullo sfondo l’ancora incerta partenza dell’Agenzia unica, condizione indispensabile per ottenere consistenti risparmi economici e propedeutica alla creazione di un bacino unico di trasporto sull’intero territorio regionale dal 2015. Come ribadito dal presidente della Regione Claudio Burlando, senza l’assenso delle province di La Spezia e Imperia rischia di saltare tutto. “Ci hanno sempre detto che, nel caso un ente non avesse aderito, non avrebbe fatto alcuna differenza. Ora – spiega amaramente Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – rischiamo di avere un problema in più. Speriamo l’Agenzia parta, noi non ci possiamo far nulla”.

Il confronto delle ultime settimane potrebbe così rivelarsi inutile. Si spera di no, ma quel che è certo è che “stiamo ormai raschiando il fondo del barile”. Mentre i sindacati respingono l’ipotesi del ricorso massiccio ai contratti di solidarietà, i 4 milioni potrebbero arrivare dalla riduzione del servizio di sorveglianza in metropolitana e dalla rivisitazione del servizio sulle funicolari e Drinbus (risparmio stimato in 420mila euro). Il ricorso a 30 contratti di solidarietà frutterebbe un avanzo di 300mila euro, mentre il contenimento dei costi e la revoca di alcune esternalizzazioni proposte dai sindacati farebbe ne guadagnare 650mila.

Capitolo prepensionamenti: Amt risparmia da ognuno una cifra che si aggira attorno ai 45mila euro. L’azienda si è impegnata ad informare i sindacati sui numeri previsti per il 2014, così come per i dipendenti che, secondo accordi precedenti, dovevano passare nell’organico del Comune come ausiliari del traffico: l’iter è al momento in ritardo e non tutti le 60 unità previste lo hanno completato.

Tra le proposte dei sindacati, due potrebbero portare alla quadratura del cerchio. La prima riguarda i fondi accantonati per il rinnovo del contratto nazionale. Le trattative si protaggono “e purtroppo – spiega ancora Cannavaciuolo – difficilmente si arriverà a vederlo firmato nel 2014”. Amt ha però messo da parte circa 1,4 milioni di euro all’anno in vista del rinnovo. Soldi che dovranno finire ai lavoratori, ma che intanto rimangono bloccati. L’accantonamento per l’anno in corso – è la proposta – potrebbe essere utilizzato ed un eventuale firma del contratto sarebbe congelata per Amt fino al 2015. La seconda proposta è simile e riguarda l’accantonamento per le ferie non godute: un “tesoretto” di 2,5 milioni che potrebbe essere scongelato in una quota del 50% e poi rimborsato nel periodo 2015-2018.