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Furti in appartamento anche a Genova, sgominata banda croata: sfruttavano minori e donne in gravidanza

Una banda di rom croati, dedita a furti in appartamento attraverso lo sfruttamento di minori e donne in stato di gravidanza, è stata sgominata dalla Polizia di Trieste nell’ambito di un’operazione condotta a conclusioni di indagini avviate dall’estate scorsa dalla Squadra Mobile. A capo dell’organizzazione c’erano tre croati, tra cui una donna, che sono stati arrestati a Bologna.

I colpi venivano effettuati in varie città italiane, soprattutto nel Centro-Nord, e la banda faceva base in Croazia, nella zona di Slavonski Brod, da dove si spostava per portare a compimento i furti.

I tre rom facevano agire donne giovani, a volte minori, a volte incinta, anche al fine di impietosire le forze dell’ordine in caso di fermo. La banda non risparmiava pressioni psicologiche, insulti e in alcuni casi violenze per tenere sotto controllo la ‘rete’.

Le indagini della Questura di Trieste sono state avviate nello scorso agosto, quando la Polizia ha colto in flagrante i responsabili di un furto e, dopo il rilascio, ha avviato un’attività di pedinamento per scoprire l’eventuale regia criminosa.

La banda era formata dalla madre, Sara Goman (classe 1971) e dai figli Roki (1990) e Daniele Radulovic (1993), e si appoggiava a una cerchia di parenti e conoscenti di etnia rom per i furti.

L’arresto per i tre è scattato giovedì scorso a Bologna. Due ricettatori sono stati denunciati a Roma e Bologna. La banda operava anche in altre località italiane, comprese Ferrara, Pistoia, Lucca, Perugia e Genova, e aveva contatti con altre organizzazioni simili a Torino e Roma e in Germania, Francia e Spagna. Circa ogni quindici giorni il camper faceva ritorno in Croazia, dove il denaro o la merce rubata venivano messi da parte. In tutto sono stati sequestrati beni per un valore di 80 mila euro e 22 mila euro in contati.