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Cronaca

Non paga al casello, poi entra in un bar e parla con i clienti: la fuga del killer Bartolomeo Gagliano termina a Mentone

Genova. La fuga del serial killer Bartolomeo Gagliano è terminata alle 13.55 di oggi, quando il 55enne savonese pluriomicida, evaso dal carcere di Marassi martedì mattina, è stato catturato a Mentone dai corpi speciali della polizia di Nizza, con la collaborazione della squadra mobile di Genova e dello Sco. Un arresto reso possibile dal mandato di cattura europeo emesso ieri sera dal gip genovese Adriana Petri su richiesta della procura.

Gli uomini della polizia francese hanno individuato in un parcheggio l’auto con cui era fuggito il serial killer e hanno atteso il ritorno del fuggiasco per bloccarlo. Nell’albergo dove alloggiava è stata poi ritrovata una pistola. Gagliano, subito dopo l’arresto, è stato portato al commissariato della police nationale e da qui alla gendarmerie di Nizza. Era tranquillo e sorridente hanno detto gli agenti.

Gagliano martedì mattina, a poche ore dalla scadere del permesso premio che gli aveva consentito di andare a trovare l’anziana madre a Savona, aveva sequestrano un panettiere e lo aveva costretto ad accompagnarlo a Genova, dopo aver caricato tre borsoni sulla sua auto, una panda van di colore verde chiaro. Arrivati sotto lo svincolo di San Benigno in via De Marinis, Gagliano ha fatto scendere il proprietario dell’auto e si è dato alla fuga, imboccando pochi minuti dopo le 7 il casello autostradale di Genova Ovest.

L’uomo è arrivato in Francia martedì attorno a mezzanotte. La sua auto ha attraverso il casello autostradale di Ventimiglia in direzione Francia senza pagare il pedaggio. Il casellante ha quindi segnalato la presenza della panda polizia.

Stamattina Gagliano è stato riconosciuto stamani dai clienti di un bar di Mentone che hanno dato l’allarme. Il fuggiasco aveva pranzato mercoledì nel bar e ci è tornato oggi per un aperitivo. “Erano le 11.30 – ha detto un cliente -. Ha ordinato un aperitivo ma poi ha preso un caffè ed è uscito. Noi avevamo un sospetto da mercoledì, oggi abbiamo guardato bene le foto su internet e abbiamo capito che era lui. A quel punto abbiamo chiamato la polizia. A noi è apparso come una brava persona. Abbiamo parlato sia del cibo sia di Mentone e dei dintorni”. “Mercoledì, quando quell’uomo se ne è andato siamo rimasti ancora un po’ qui a parlare tra noi – ha detto ancora il cliente – Qualcuno ha azzardato l’ipotesi che quell’uomo potesse essere il ricercato ma dopo qualche discussione abbiamo pensato che non poteva essere lui, che non somigliava alle foto diffuse”.

Il killer aveva con sè una pistola 7.65 con un colpo in canna e nella sua stanza dell’albergo “Le Parisienne”, che in questo momento gli agenti stanno perquisendo, sono state trovate numerose munizioni calibro 38,22 e 9, più una serie di pasticche. L’avvocato di Gagliano Mario Iavicoli, che questa mattina al microfono di Genova24 aveva lanciato un appello al suo cliente perché rivedesse la sua scelta rivela che Gagliano lo aveva chiamato intono alle 12 di oggi per cominicargli che voleva consegnarsi alla polizia. I due si erano anche accordati per vedersi questa sera nel ponente genovese, ma l’arresto è arrivato prima.

Gagliano, dichiarato incapace di intendere e di volere per tre omicidi commessi e due tentati per i quali ha trascorso 18 anni in diversi ospedali psichiatrici giudiziari è stato successivamente considerato sano di mente e condannato per rapina, estorsione, violenza sessuale. Proprio per una rapina stava finendo di scontare una pena. Sarebbe uscito di galera prima del 2015. Ora è accusato di sequestro di persona, rapina aggravata dall’uso dell’arma, porto abusivo di arma ed evasione. Per lui, rinchiuso nel carcere di Nizza in attesa dell’udienza di estradizioni, le porte del carcere non si riapriranno tanto presto.