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Cronaca

I misteri della fuga del killer Gagliano: un “buco” di 17 ore e ora si cerca un complice

gagliano ivg

Genova. Qualcuno ha aiutato Bartolomeo Gagliano, il serial killer evaso martedì scorso dal carcere di Marassi e catturato venerdì a Mentone, in Francia? Gli inquirenti stanno lavorando per rispondere a questa domanda, analizzando le tracce di una fuga dai molti aspetti ancora oscuri. In particolare rimangono ben diciassette ore di “buco”, tra la partenza di Gagliano da Genova, avvenuta alle 7 del mattino di martedì 17 e il superamento della barriera di Ventimiglia alle 00,39 di mercoledì 18 dicembre.

Diciassette ore in cui il serial killer è in pratica scomparso. Proprio su questo stanno lavorando gli uomini della Squadra mobile di Genova coordinati dal pm Landolfi e dall’aggiunto Scolastico. La polizia ha avviato uno screening ad ampio raggio sui reati compiuti da Gagliano negli anni, fin dalla prima condanna emessa dal tribunale dei Minori di Genova per continuare con i tre omicidi, il tentato omicidio, le rapine, le estorsioni, la violenza sessuale. Ancora da chiarire infatti chi Gagliano abbia potuto contattare per procurarsi quella Beretta 7,65 usata per minacciare il panettiere e per appropriarsi della Panda verde che gli è stata trovata in Francia e quei proiettili, tutti parabellum, che gli sono stati sequestrati, ma anche le pasticche di anfetamine che aveva nascosto tra i bagagli.

Sembra esclusa la presenza di complici veri e propri ma non quella di eventuali “fiancheggiatori” o comunque di persone che hanno potuto rifornire il detenuto in fuga.

Intanto il serial killer potrebbe essere interrogato a Nizza già lunedì quando verrà presa la decisione sui tempi dell’estradizione. Una volta concessa la consegna all’autorità giudiziaria italiana, Bartolomeo Gagliano sarà preso in consegna dalla squadra mobile genovese alla frontiera di Ventimiglia e trasferito nel carcere più vicino, probabilmente quello di Sanremo, a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana.