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Economia

Genova, il “pasticciaccio brutto” dell’Imu in Aula Rossa. Miceli: “ll governo deve trovare i soldi”

imu

Genova. “Neanche Gadda sarebbe stato in grado di immaginare un pasticcio di questo tipo”. Il pasticciaccio brutto, questa volta, non è quello di via Merulana, ma è l’Imu, abolita e poi ricomparsa in versione mini, ma non ancora sicura. Così, con una citazione letteraria, il pasticciaccio Imu rimbalza in Aula Rossa, sollecitato dai consiglieri comunali Simone Farello, capogruppo Pd, Enrico Pignone, Enrico Musso, Guido Grillo, preoccupati tanto quanto i cittadini genovesi che a oggi non sanno ancora se, come e quanto dovranno pagare.

Come sono andati i fatti: Tursi, come altri Comuni, ha deliberato a luglio 2013 prima dell’approvazione del bilancio, l’innalzamento dell’aliquota per “salvare le situazioni delicate, quali Amt e spese sociali”, ha ricordato l’assessore al Bilancio. Il 31 agosto il provvedimento formale del governo: abolizione prima rata. Poi è arrivata la legge di stabilità con l’abolizione totale, pubblicata con decreto il 30 novembre scorso. Qui nasce la “mini Imu”, il corrispettivo dell’aumento dell’aliquota Imu che dovrà però essere rimborsata dai Comuni che l’hanno applicata al 60% e gravata sui contribuenti al 40%, (circa 18 milioni).

Il differenziale per Genova è di 1,8 per mille, applicata per gli aumenti 2013 ma anche per quelli 2012.”Assurdo abolire una tassa per il 2013 e pretenderne il pagamento in quota parte – ha sottolineato l’assessore Miceli – nel 2012 a Imu vigente milioni di cittadini erano esenti per le detrazioni, ad Imu soppressa, gli stessi dovranno invece pagarla”. Neppure Gadda, appunto. “Il pasticciaccio è ancora più evidente poi per problematiche tecniche – ha aggiunto Miceli – oltre 3 milioni di contribuenti, una platea vastissima potrebbe essere chiamata a pagare 30-40 euro con calcoli abbastanza complessi, che li costringerà a rivolgersi a consulenti”. Senza contare che i pagamenti sotto i 12 euro sono da annullare e fino a 30 euro non è prevista cartella esattoriale. Come finirà? “Il governo deve impegnarsi a trovare questi 200 milioni senza chiedere quote ai contribuenti – ha risposto Miceli – un importo alla portata, se pensiamo che l’imposta era di circa 4 miliardi e mezzo. C’è forte convinzione che alla fine verranno individuati e che il governo onererà suoi impegni”.

Intanto però da Tursi l’operazione informazione, ha detto poi Miceli, sollecitato dai consiglieri, è partita: “c’è la casella imu online, e da metà dicembre sarà attivo un call center per i cittadini, speriamo, però, di avere risposte precise da dare”. Ultima considerazione a chi, come il consigliere Musso aveva criticato la spregiudicatezza di Tursi nel prevedere l’entrata Imu. “l ‘Imu è comunque un’imposta locale, il Comune aveva il diritto e il dovere di agire con questa leva fiscale. Noi siamo passati a un plafond di spesa da 140 a 99 milioni, una storia di sopravvivenza per garantire servizi essenziali”.

“Spero che la vicenda finisca bene – ha commentato Farello – penso che il Comune debba comunque prepararsi per tempo alla nuova struttura fiscale, è da tanto che governo ed enti locali si contendono la materia. Siamo arrivati al punto che uno dei due tenta di fregare l’altro, ma l’unico che paga è solo il cittadino”.