Cronaca

Genova, “sentinelle” in piazza contro ddl omofobia. L’Arcigay: “Indispensabile che legge protegga da cultura d’odio”

Genova. Erano circa duecento le “sentinelle in piedi” che sono scese in piazza questo pomeriggio a Genova. Molte sono arrivate da fuori Genova. Persone anziane o di mezza età ma anche diversi giovani che si sono posizionati a distanza di circa due metri l’uno dall’altro a sono rimasti in piedi, con un cerino in una mano e un libro nell’altra per dire no al ddl Scalfarotto contro l’omofobia. “Protestiamo contro questo ddl – dice Francesco Bellotti, uno dei coordinatori dell’iniziativa, che si sta spostando in diverse città d’Italia – perché secondo noi minano la libertà di espressione”.

“Il rischio – dice è che ci afferma che la famiglia naturale è formata da uomo e donna oppure che ogni bambino ha diritto di crescere in una famiglia con un papà e una mamma finisca in carcere o comunque possa subire una condanna”. Le sentinelle, che credono fermamente nella famiglia tradizionale e sono contro il matrimonio gay (per non parlare delle adozioni” ribadiscono di essere in piazza non contro qualcuno ma solo per affermare il diritto ad esprimersi liberamente.

A lato della piazza, con in mano grandi cuori di feltro (e una grande bandiera appena sulla facciata di palazzo Ducale) c’erano alcuni rappresentanti dell’Arcigay genovese che però, volutamente non ha organizzato una contro manifestazione, bensì altre iniziative in luoghi diversi della cittò.

“Siamo solo venuti un po’ a vedere queste persone – spiega Lilia Mulas presidente del circolo Arcigay L’approdo – che hanno ovviamente tutto il diritto di manifestare”. Le opinioni però sono ovviamente opposte e per Arcigay il ddl Scalfarotto, lungi dal minare la libertà d’espressione, è stato indebolito dagli emendamenti: “Gli emendamenti che sono basati sulle difesa pretestuosa della libertà di espressione minano un po’ tutto l’impianto della legge Reale Mancino. Chiedendo l’introduzione tra le varie cause di intolleranza che fanno scattare il reato anche l’identità sessuale e l’orientamento di genere intendiamo semplicemente proteggerci da discorsi d’odio o da discorsi che ci sminuiscono e ci presentano come persone non degne di avere dei diritti perché sappiamo che questa cultura, una volta ben radicata, può portare ad azioni molto pericolose.