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Coppa Italia, la Sampdoria batte il Verona e vola agli ottavi: primo successo blucerchiato targato Mihajlovic

Stadio Luigi Ferraris. C’è la Roma per la vincente della sfida di coppa Italia tra Sampdoria e Verona. Si gioca a Marassi. Sinisa Mihajlovic, con la sfida di campionato contro il Catania vicina solo pochi giorni, opta per il turnover. La grande occasione per chi fino a questo momento ha giocato poco o nulla e rischia di essere eliminato dal progetto blucerchiato a gennaio. Nel 4-2-3-1 del serbo trovano posto Fiorillo (che indossa la fasica di capitano) in porta, l’oggetto misterioso Rodriguez, Fornasier, Regini e Poulsen in difesa, Maresca e Renan in mediana con Wszolek, Sansone e Bjarnason ad agire alle spalle di Petagna. Cambia tanto anche il Verona di Mandorlini, i big gialloblù sono tutti in panchina o a casa.

Primi minuti intensi ma i portieri restano a guardare. La Sampdoria si affaccia nell’area veronese al settimo minuto con un tiro cross di Wszolek bloccato a terra da Mihaylov. Al 13’ la prima vera occasione del match con la punizione di Donadel che si stampa sulla parte superiore della traversa. Uno spavento che scalda le gambe e le idee dei blucerchiati che un minuto più tardi passano in vantaggio. Cross di Poulsen con il pallone che conteso da Wszolek e Albertazzi arriva sui piedi di Sansone: l’attaccante doriano non sbaglia quello che ha tutte le sembianze di un rigore in movimento. Esplode la Sud, il Doria ingrana la quinta e sfiora il bis con il solito di Wszolek che calcia di poco alto.

Ma il raddoppio è nell’aria e arriva puntuale al 19’. Petagna ruba palla e spara verso la porta degli ospiti, la respinta di Mihylov è il miglior assist possibile per Bjarnason che a porta vuota non deve far altro che spingere il pallone in rete. La reazione veronese è sterile, a salve il tentativo di Cirigliano. Poulsen lascia scappare Sala ma l’attaccante gialloblù cerca una conclusione impossibile.

Al 35’ Wszolek ruba palla a Marques ma il suo tiro cross si spegne a lato senza che Bjarnason riesca a toccarlo per il 3-0. Il Verona si riaffaccia dalla parti di Fiorillo con Longo: il suo colpo di testa è fuori misura. Lo stesso Longo al 40’ si fa beffa di Regini e spaventa il portiere blucerchiato con un destro che sfiora il palo. Alta la conclusione aera di Cacia. Il primo tempo si chiude con un Verona in crescita e una Sampdoria che si porta negli spogliatoi il vantaggio di due gol.

Nella ripresa si riparte con l’azione che porta al tiro Donadel: il suo destro è bloccato a terra da Fiorillo. L’intuizione di Maresca non premia la corsa di Petagna, questione di centimetri. Il portiere doriano fa buona guardia anche sul destro di Sala. Al 15’ esce Sansone, entra Krsticic. Rispetto al primo tempo la Sampdoria appare meno propositiva. Senza pretese la conclusione dai 35 metri di Cacia, è Longo, al 18’ ad accorciare le distanze con un tiro al volo che spegne la propria corsa sotto il sette, un eurogol.

Mihajlovic cambia ancora sostituendo Maresca con Eramo. Il Doria gioca ora con il 4-3-3. Il tiro di Krsticic è per i tifosi in gradinata. Crampi per Fornasier, entra Mustafi. Nel Verona scocca l’ora di Toni. Gli ospiti si lamentano per un tocco sospetto di Petagna, il Doria ne approfitta con Krsticic che recupera palla, galoppa per tutto il campo e con un tiro potente e preciso non lascia scampo a Mihaylov, 3-1; quindi la corsa verso la panchina e il lungo abbraccio con Mihajlovic.

Ma la festa non è finita e a due minuti dal novantesimo Renan si regala il secondo gol nel giro di pochi giorni per il 4-1 che chiude definitivamente la partita. I quattro minuti di recupero vengono buoni solo per godersi i cori della tifoseria blucerchiata. Risultato esagerato nei numeri ma che certifica la rinascita della Sampdoria sotto la sapiente guida di Mihajlovic: agli ottavi i blucerchiati dovranno vedersela con la Roma. Ma c’è tempo, adesso tutti concentrati sulla sfida di campionato con il Catania.