Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Atp, no a nuovo aumento: da Sant’Olcese a Recco, la “rivolta” dei piccoli Comuni

Provincia. “Firmiamo solo se ci verrà presentato il bilancio ed un piano industriale che permetta di salvare l’azienda”. E’ questa la condizione “precisa” posta dai piccoli Comuni azionisti alla richiesta di un aumento del 10% al contributo per Atp. Tra le amministrazioni che si rifiutano al nuovo aumento, spiccano Sant’Olcese, Campomorone, Recco, Gorreto, Bargagli.

“Vogliamo poi vedere anche i bilanci degli anni precedenti per capire come sono stati spesi realmente i soldi e se le risorse erogate dai Comuni siano realmente servite per aumentare il servizio, oppure per mettere una pezza su errori gestionali precedenti”, spiega Massimiliano Tovo, assessore ai Trasporti nella giunta di Sant’Olcese.

“Ad oggi – continua Tovo – non c’è nessuna garanzia perché Atp possa nel continuare anche nel 2014-15. La reale condizione è che esiste un concordato di fallimento. Ma non si può continuare a seguire i vecchi metodi che hanno portato a tutto questo”. Serve, cioè, un nuovo meccanismo ma certo “non può essere quello di aumentare tariffe e contributi a carico dei Comuni da un lato, e diminuire gli stipendi ai dipendenti dall’altro”, conclude Tovo.

Nell’ultimo incontro, una decina di giorni fa, l’ente azionista aveva dichiarato la volontà di tenere pubblica l’azienda per tutto il 2014. La Provincia sulla base del documento firmato con Atp e sindacati, si era impegnata “per quanto di sua competenza” a trovare i fondi necessari perché la procedura abbia esito positivo riguardo al bilancio 2013 e confermando anche per il 2014 l’impegno economico sul finanziamento dell’accordo di programma e del contratto di servizio nella stessa misura del 2013.

Gli altri Comuni soci di Atp erano inoltre disponibili “a rivedere la propria contribuzione, alla luce di una rideterminazione dell’accordo di programma”, a verifica ancora però in corso “sulla fattibilità giuridica della loro partecipazione alla ricapitalizzazione”.