Economia

Amt, 3 dei 4 milioni dai contratti di solidarietà. I sindacati prendono tempo: “Azienda accolga nostre proposte”

Genova. Due documenti successivi di cui uno presentato venerdì e un secondo più dettagliato presentato due giorni fa in cui in buona sostanza Amt spiega che per recuperare i 4 milioni indispensabili a “salvare” l’azienda di trasporto pubblico locale l’unica soluzione è l’estensione dei contratti di solidarietà a tutto il personale viaggiante, per le precisione 1.647 dipendenti. E’ questo l’esito, certamente parziale, del tavolo tecnico tra azienda e sindacati a poco più di 15 giorni dalla scadenza dei termini per trovare un’intesa. Una scadenza meno perentoria di quel che si possa credere, perché, vista la situazione ciò che conta è che l’intesa arrivi, ma i tempi sono comunque stretti.

“Si tratta di una misura che non toccherebbe le tasche dei lavoratori, come già avviene per i contratti di solidarietà già applicati per il personale impiegatizio – precisa Antonio Cannavacciuolo di Uiltrasporti – perché la differenza ce la mette l’azienda che in questo modo risparmia un po’ di meno, ma comunque risparmia”. I numeri usciti dai due incontri con le associazioni sindacali sono non trascurabili: 3,5 milioni di euro se i contratti di solidarietà venissero applicati a partire dal 1 gennaio, 2,8 milioni se si partirà il primo febbraio.

La differenza restante arriverebbe attraverso altre misure, dal recupero delle ferie, dalla riorganizzazione degli straordinari e da altre misure di razionalizzazione.

I sindacati si sono presi del tempo per valutare il piano, che però non convince tutti: “Per noi come Filt Cgil questo documento così com’è irricevibile – spiega Michele Monteforte – visto che quest’ipotesi era stata già scartata dai lavoratori a maggio. A breve le segreterie dei sindacati si vedranno e cercheremo di trovare una posizione comune”.

Il timore, sussurrato, dei sindacati è che scartando tutte le varie ipotesi che si sono sul tavolo non si arrivi al raggiungimento dei 4 milioni di euro e questo punto il Comune di Genova, che aveva considerato collegati tutti i punti dell’accordo, potrebbe ritirare i 4,3 milioni che ha messo sul piatto per la ricapitalizzazione.

Ma i sindacati sanno altrettanto bene che i lavoratori non digeriranno facilmente un accordo che vede ancora una volta recuperare risorse praticamente solo dal costo del lavoro. E anche se gli stipendi non saranno toccati in un’azienda dove gli autisti mancano la riduzione delle ore lavorate non verrebbe ben vista.

Per questo i sindacati vogliono rimettere sul piatto i 14 punti che avevano presentato all’azienda durante il primo incontro post accordo. “L’azienda ha fatto un po’ una furbata – dice Cannavacciuolo – mettendo insieme i punti in cui poteva recuperare qualcosa con quelli in cui ci almeno all’inizio i costi dell’operazione supererebbero i ricavi, come nel caso dei tornelli, di fatto bocciando tutte le nostre proposte, ma non è così che si ragiona”.

“Per esempio – aggiunge Monteforte – anche nel caso dei tornelli o della bigliettazione elettronica è ovvio che ci vuole un po’ di tempo per ammortizzare e vedere i risultati, ma i problemi anche quello dell’evasione tariffaria vanno affrontati non sono certo i cartelloni della campagna di sensibilizzazione a risolvere il problema dell’evasione”.

“Lo sappiamo bene che il problema parte da lontano, e che il taglio dei finanziamenti al trasporto è all’origine di questi guai che investono tutte le aziende di di tal. Per questo abbiamo spinto affinché la regione approvasse la legge sul bacino unico, ma in questa fase transitoria che sappiamo sarà lunga, non devono essere sempre i lavoratori a metterci del loro”.

E così si continua a trattare. I sindacati annunciato che arriveranno al prossimo incontro con un nuovo pacchetto di proposte. Ma l’intesa è ancora lontana.