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Amianto, a Genova morti in aumento e la piaga è ancora nascosta. Lavoratori in corteo: “Subito risposte” foto

Genova.  Agg.h. 12.30. Il corteo dei lavoratori e dei pensionati si è concluso.

amianto manifestazione

Agg.h.10.23. Sindacati e lavoratori sono stati ricevuti dal Prefetto, che si è detto disponibile nel convocare un incontro con tutte le parti interessate al fine di trovare una soluzione. Ora il corteo è diretto verso la sede dell’Inail. “Pensionati e lavoratori devono riavere la propria dignità”.

 

In tanti, tra pensionati e lavoratori esposti all’amianto, sono scesi in piazza oggi a Genova. “Chiederemo al Prefetto di convocare un incontro con i parlamentari liguri, le istituzioni, Inps e Inail per concertare un intervento nei confronti del Governo Letta per individuare una soluzione definitiva alla situazione amianto, che per noi è una normativa di legge che deve restituire le certificazione ai lavoratori, già rilasciate e poi revocate a partire dal 2009 – dichiara Antonio Perziano, Cgil Genova – certificazioni non revocate dalla magistratura, ma dall’Inail, che si è appellata al principio astratto dell’autotutela. L’ente si è fatto condizionare da un’ indagine che dura da troppo tempo e non è arrivata a nessuna conclusione”.

Intanto a Genova i morti continuano a crescere. Il numero di mesoteliomi ad oggi registrati in Liguria dal RENAM (Registro Pubblico dei Mesoteliomi) è di circa 2500, di cui 1400 a Genova. “I numeri sono drammatici e monitorati soltanto fino al 2010, quindi in difetto – prosegue Perziano – nella maggior parte dei casi si riveriscono a Ilva, Ansaldo e Stoppani, ma a Genova stimiamo che i casi totali siano 1400 e noi ne abbiamo individuati solo 250”.

Numeri spaventosi, che dimostrano come molto resti ancora da scoprire. “Sicuramente ci sono tanti altri settori interessati, in particolare l’edilizia, gli impianti petroliferi, i trasporti marittimi e altri ancora – prosegue il sindacalista – ultimamente sono venuti alla luce il caso dell’ex fonderia San Giorgio con 17 morti, e quello dell’ex Italimpianti, con 12 morti. Man mano cercheremo di fornire tutti i dati”.

Nel frattempo il registro nazionale per i mesoteliomi è a rischio. “Il registro è a rischio in Liguria perché con la logica dei tagli sono state tolte le risorse minime e non a caso siamo fermi al 2010 per il monitoraggio. All’Inail, infatti, chiederemo di trovare volontà e risorse per far funzionare il registro”.

A Genova, infine, c’è la maxi inchiesta per le possibili false certificazioni, ma non ne è mai stata aperta una sui casi di morte da amianto. “Forse era stata aperta in Stoppani molti anni fa, ma ora non ci risulta niente – conclude il sindacalista – Non siamo mai stati presi in considerazione e nessuno ha avuto la curiosità di capire. Ora che abbiamo reso pubblici i dati, forse si è finalmente mossa l’attenzione”.

E la speranza è proprio quella che finalmente si giunga anche alla risoluzione definitiva del problema.