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“Allarme rosso, incendio a bordo”, ma è solo un’esercitazione: in Capitaneria primo test per la futura unità di crisi

Genova. Un incendio a bordo di una nave da crociera in navigazione verso Genova, con 350 passeggeri, di cui 8 feriti, 2 gravi e un bambino disperso in mare. Uno scenario da panico, ma fortunatamente, solo simulato.

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Questa mattina, infatti, la Capitaneria di porto di Genova ha dato vita ad un’esercitazione complessa di emergenza in mare, con il coinvolgimento di mezzi navali, aerei, nuclei subacquei, unità navali antinquinamento e antincendio, l’attivazione di un’apposita “Unità crisi” presso il 4° piano della sede della Capitaneria. Ad essere utilizzata per l’esercitazione la nave passeggeri Costa Voyager, ormeggiata nell’area delle riparazioni navali.

“Si tratta della prima grande esercitazione operativa – spiega Daniele Intelisano, capo reparto operativo della Guardia costiera – dopo il crollo della Torre dei piloti, dove fino al 7 maggio scorso era ospitata la sala operativa”

Obiettivo dell’esercitazione, che ha coinvolto 112 persone, “testare”, con il massimo di grado di realismo possibile, l’organizzazione, il coordinamento e la prontezza nella risposta ad un’emergenza che si ipotizza vada ad interessare sia il salvataggio della vita umana in mare, sia il pericolo di inquinamento da idrocarburi, in modo da verificare l’efficienza delle procedure, la tempestività degli interventi. “E’ un’operazione importante che ci consente di capire come dovremo costruire la prossima unità di crisi”.

Anche perché nel frattempo le opportunità offerte dalla tecnologia consentono di implementare alcune attività: “ Sfrutteremo la tecnologia, dopotutto siamo nel terzo millennio. Inizieremo dalle immagini video con webcam sui mezzi di soccorso che agevoleranno il nostro lavoro di coordinamento dei soccorsi rendendo più semplice e immediata la percezione di un fenomeno e la tipologia di intervento da adottare”.