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Violenza contro le donne: Genova dice no con un flash mob

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Genova. Il flash mob delle sciarpe rosse a De Ferrari alle 17, fra reading teatrali, spettacoli e incontri pubblici, lunedì 25 novembre sarà il cuore a Genova delle iniziative coordinate e promosse da Provincia e Comune con tutti gli enti e le associazioni della Rete provinciale antiviolenza per dire No alla violenza sulle donne.

Il 25 novembre (giornata mondiale che ricorda le tre sorelle Miraball Patria Mercedes, Minerva Argentina e Antonia Maria Teresa, oppositrici del dittatore dominicano Trujillo torturate, stuprate e pugnalate a morte dai suoi sicari il 25 novembre del 1960) le iniziative antiviolenza genovesi inizieranno alle 16.30, con letture dai monologhi di “Ferite a morte” di Serena Dandini a Palazzo Ducale, seguite alle 17 dal Flash mob Genova dice NO alla violenza sulle donne in piazza De Ferrari, con sciarpe e drappi rossi.

Il prossimo 25 novembre è anche il quinto ‘compleanno’ del centro antiviolenza di via Mascherona 19 realizzato con finanziamenti della Regione e della Provincia nei locali del Comune di Genova (che ora ne coordina la gestione, affidata all’associazione Il Cerchio delle Relazioni, mentre la Provincia collabora al coordinamento della struttura, gestisce i dati dei servizi, cura la formazione degli operatori e la sensibilizzazione sui temi della lotta alla violenza).

Dall’inizio del 2009 sono state 1.403 le donne che hanno contattato il centro di via Mascherona e 756 di loro sono state inserite in nuovi progetti di vita. Il numero delle vittime in cerca di aiuto è molto alto e a Genova continua ad aumentare: nei primi dieci mesi del 2013 si sono rivolte al centro 301 donne (il 33,18% rispetto allo stesso periodo del 2012, quando erano state 226) e l’incremento riguarda soprattutto le italiane, mentre il numero di donne straniere è rimasto quasi lo stesso (81 nel 2012 e 82 nel 2013).

Mostre fotografiche, proiezioni, testimonianze, letture, incontri tematici, appuntamenti teatrali, musica, dibattiti e approfondimenti sulla violenza e il femminicidio sono stati organizzati non solo a Genova, ma anche ad Arenzano, Campomorone, Casella, Lavagna, Mignanego, Montoggio, Savignone e Valbrevenna.