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Terzo Valico, nuovi espropri: “Se mi tolgono i terreni devo licenziare, ma venderò cara la pelle”. Tursi: “Intervenga il Prefetto” foto

Genova. “Se mi espropriano i terreni sarò costretto a chiudere la ditta e licenziare i miei quattro dipendenti, e poi dicono che il terzo valico porta lavoro”. E’ arrabbiatissimo Mario Balostro, titolare dell’omonima impresa di trasporti. Una ditta a conduzione famigliare, sulle alture di Trasta, che dà da mangiare a sei famiglie. Lunedì, quando ha ricevuto la lettera di esproprio dal Cociv non ci poteva credere.

espropri terzo valico mario balostro

I suoi terreni non erano inclusi nel progetto definitivo del Terzo Valico e nessuno ne sapeva nulla. Tecnicamente si tratta, come si legge nella lettera di “un’occupazione anticipata di aree intestate a codesta ditta” per “infrastrutture ferroviarie definite dalla Legge Obiettivo 443/2001” per il “secondo lotto costruttivo del Terzo Valico dei Giovi”.

Due le “particelle” che Balostro dovrebbe dare a Cociv tra una settimana, mercoledì 13 novembre, ma il plico ricevuto mostra che le particelle sono molte di più, circa una quarantina, anche se le lettere non sono ancora arrivate. Alcune, in realtà sono state recapitate, nella zona di Ceranesi, dove c’era già stato un contenzioso davanti al Tar e dovrebbero essere ritirate, altre stanno arrivando in questi giorni nell’area di Fegino. Ad alcuni sono invece arrivate lettere di scuse per espropri previsti per il 12 novembre e ora annullati. Peccato che alcuni di questi cittadini le lettere di esproprio non le avevano neppure mai ricevute.

Nella confusione generale a Balostro però la lettera è arrivata e con una scadenza molto stretta: “In quattro giorni dove li metto i miei camion e i miei container? In via XX settembre? Non ci hanno nemmeno spiegato esattamente cosa vogliono espropriare e perché”. Balostro non ha perso tempo ed è partito immediatamente con un ricorso al Tar: “Certo, un ricorso che mi costerà circa 5 mila euro, ma che cosa devo fare? Devo far valere i miei diritti e tutelare la mia attività, anche se questi soldi sono tanti, ma ci batteremo e venderemo cara la pelle” dice Mario.

Quanto è accaduto in queste settimane è avvenuto nel silenzio generale, nemmeno Municipio e Comune ne sapevano nulla. Il vicesindaco di Genova Stefano Bernini, interpellato in merito dal capogruppo del movimento cinque stelle Paolo Putti e dal presidente della commissione territorio Antonio Bruno, è caduto dalle nuvole.

La perplessità del vicesindaco resta però anche dopo aver visto le carte: “Si tratta di lavori relativi al secondo lotto di cui Cociv non ha ancora inviato a noi i dettagli, non ne sapevamo nulla”. E il numero due di Tursi prova a rassicurare: “Abbiamo chiesto l’immediato intervento del Prefetto perché si attivi con Cociv per bloccare questi espropri e discutere della necessità di quelle aree con Comune e Municipio. Cociv in questo modo ha rotto il tavolo che prevedeva che gli espropri andassero gestiti tramite una trattativa che prevedesse la mediazione di Comune e Municipio, e questo non va bene”.

Ma la preoccupazione degli abitanti resta alta. Gli attivisti no tav, che per sabato pomeriggio hanno organizzato una grande manifestazione contro il Terzo Valico in Valpolcevera, sono pronti a dare battaglia e, se l’esproprio non verrà a annullato, mercoledì 13 si ritroveranno a Trasta per tentare di impedirlo.