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Camusso a Genova, tra camalli e Amt: “Vogliamo segnali dal Governo. Basta con le privatizzazioni inutili” foto

Genova. Susanna Camusso a Genova, tra il “caso Amt” e il futuro dei porti, tra il mondo del lavoro sempre più in crisi e le ricette per uscirne. La Segretaria generale della Cgil ha incontrato questa mattina i lavoratori portuali della Compagnia Unica Paride Batini. Un’occasione per discutere degli ultimi sviluppi di un settore in difficoltà.

Il futuro delle compagnie, a Genova e in altri porti d’Italia, è legato all’emendamento sulla tassa delle merci che garantirebbe la copertura dei costi amministrativi, la sicurezza e altri importanti strumenti a tutela del lavoro. La fiducia posta dal Governo sulla Legge di Stabilità ha bloccato tutto.

“E’ un incontro che arriva dopo la votazione della fiducia. Questo – spiega Camusso – purtroppo ha fatto saltare la norma. Deve essere presentato un emendamento che determini il consolidamento e soluzioni fiscali e organizzative per il settore in modo che la compagnia unica sia la modalità di applicare il lavoro in questo e altri porti”.

“Il fatto di sentire vicina la Cgil – continua Antonio Benvenuti, console della Culmv – fa piacere. Sono abbastanza fiducioso, ma non del tutto visto come vanno le cose in Italia. Qui si parla di continuità di strutture e del futuro di 1000 famiglie. Se questo viene meno la partita diventa complicatissima. Le pressioni dovute ci sono, vedremo i risultati. Se il percorso sarà lineare entro dieci giorni si saprà il risultato”.

Genova, però, è anche la città che ha visto lo sciopero selvaggio di Amt. “Abbiamo un problema nazionale – sottolinea Camusso – che il caso Amt ha rivelato. Non possiamo avere una così profonda incertezza riguardo al trasporto pubblico locale. C’è il problema del finanziamento che continua a calare, ma c’è anche un problema di organizzazione. La lezione di Amt è chiara: dobbiamo smetterla di perdere tempo nell’ideologia delle privatizzazioni che non servono a nulla se non a ridurre i servizi e invece organizzare il tpl con società uniche regionali”.

Il Governo Letta sembra aver resistito al passaggio all’opposizione di Forza Italia e annuncia che è arrivato il momento delle riforme. “La parola riforma – conclude Camusso – è diventata malatissima in questo Paese, se ad esempio pensiamo agli ultimi provvedimenti adottati. Noi vogliamo capire cosa si intende fare: la Legge di Stabilità è una legge di galleggiamento, il che significa che la situazione economica continuerà a peggiorare. Il segnale che vogliamo è che si riparta dalla riduzione della tassazione dei lavoratori e dei pensionati”.