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Scrivia, la nuova briglia arriva in anticipio: ricostruzione dopo l’alluvione del 2011

Savignone. Lunga quarantacinque metri da sponda a sponda alta sul letto del torrente 6,30 metri agli estremi e più bassa di due al centro, per consentire un miglior deflusso delle piene, come prescritto dal piano di bacino.

E’ pronta con due mesi di anticipo sui tempi previsti la nuova briglia fluviale sullo Scrivia, finanziata dalla Provincia di Genova con 510.000 euro e realizzata a monte di Savignone, dove la furia del torrente, nella drammatica alluvione del 4-5 novembre 2011, oltre ad aver fatto crollare trentacinque metri della strada provinciale di vallata, aveva demolito gran parte della vecchia briglia del 1880. La carreggiata della provinciale 226 era stata completamente ricostruita nel giro di un mese, riaprendo il transito su un’arteria fondamentale anche per i traffici industriali e commerciali del territorio e ora è stata realizzata anche la nuova briglia.

“In una fase finanziaria durissima come questa – dice il commissario della Provincia Piero Fossati – abbiamo comunque fatto ogni sforzo per trovare le risorse necessarie perché il rifacimento della briglia era assolutamente indispensabile. La demolizione nell’alluvione del 2011 della struttura precedente aveva infatti provocato un drastico abbassamento dell’alveo dello Scrivia per lunghi tratti a monte e la
mancanza della briglia rischiava di provocare seri problemi alle infrastrutture della viabilità parallela al torrente e ai sottoservizi, come il collettore fognario di vallata”. I lavori, aperti il 25 giugno
scorso “sono stati molto rapidi – dice Piero Fossati – e grazie all’ottimo lavoro delle imprese e al coordinamento sempre attento e puntuale dei nostri tecnici, la briglia è stata ultimata quasi due mesi
prima del 21 dicembre, data programmata per la chiusura del cantiere”.

La ricostruzione dell’opera è partita rafforzando a valle la struttura precedente, aggredita e scalzata dall’alluvione 2011, con pali in ferro ancorati al fondo dell’alveo e una cartella in cemento armato. Al di sopra è stata alzata una scogliera di massi, pesanti fra le 3 e le 10 tonnellate, conglobati nel calcestruzzo.

Un’analoga scogliera a piano inclinato è stata realizzata a monte per consolidare ulteriormente la
briglia ricostruita che si completa a valle con dieci metri di platea rocciosa.

Per sollevare e inserire nel greto gli enormi massi della struttura sono stati impiegati speciali escavatori, capaci di spostare rocce da 130 quintali e di superare pendenze di 45 gradi.