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Cronaca

Sciopero selvaggio Amt e partecipate, Doria: “Ritirare delibera non cambierebbe il problema”

marco doria prefettura

Genova. “Non vedo motivi per ritirare la delibera, il problema di Amt non cambierebbe di una virgola”. Lo ha detto a fine conferenza stampa il sindaco Marco Doria, dopo un teso vertice in Prefettura che si è concluso con un nulla di fatto. Il muro contro muro continua. Doria ha definito un fatto “gravissimo” quanto successo oggi in Aula Rossa.

“Ora abbiamo un problema di esercizio di democrazia in città. E’ gravissimo che il consiglio comunale sia stato impossibilitato a svolgere sua funzione”, ha detto, aggiungendo: “Quando la pienezza delle funzione democratiche sarà garantita, il consiglio voterà la delibera che, lo ricordo, fissa una serie di impegni a tutela dei servizi e demanda invece ad approfondimenti i modi per la tutela”. Ovvero, non contiene misure strette e definite.

Una delibera che “evidentemente non è stata letta – ha sottolineato il sindaco – e che poi non è stato possibile discutere”. Quanto alla richiesta di ripatrimonializzazione avanzata oggi a gran voce dai lavoratori “si chiede un impegno preventivo che le norme non credo ci consentano di fare – ha spiegato Doria – con il rischio che succedesse come passato: conferimento di immobili solo per tamponare le perdite di esercizio ma senza dare prospettive all’azienda”.

Il sindaco ha poi ribadito il quasi equilibrio dei conti Amt nel 2013 ottenuto per via dell’accordo sindacale e con i 30 mln di euro messi dal Comune. “Da domani giorno dopo giorno ci si può anche riunire per verificare la fattibilità della ripatrimonializzazione ma senza paventare soluzioni prese a prestito da altre situazioni come Atp, che sono ben diverse”.

Tempi rapidi, ma non affrettati. Servono secondo il primo cittadino “chiarezza dalla Regione sulla scadenza del contratto di servizio fissato al 31 dicembre 2014 e la relativa gara”, così come certezze di risorse dal governo e, a livello aziendale, “un ragionamento serrato sui costi per il 2014”.

Infine un ammonimento: l’aula Rossa “non può essere occupata ad oltranza, è il luogo dove il consiglio si riunisce, lavora e discute. Quello che sta succedendo non aiuta a risolvere problemi e non aiuta i cittadini”. A Tursi intanto i lavoratori sono in assemblea.