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Sampdoria-Lazio: le nostre pagelle

Buona fino a una manciata di secondi dalla fine la prima di Sinisa Mihajlovic sulla panchina della Sampdoria. Contro la Lazio illude Soriano, Cana fa 1-1 all’ultimo secondo. Funziona il 4-2-3-1 adottato dal tecnico serbo. E gira il Doria che resta intraprendente e combattivo anche dopo l’espulsione di Krsticic. Il risultato ha il sapore amaro dell’occasione persa.

Da Costa 6: nel primo tempo ha come unica preoccupazione quella di battere i meali. La Lazio è poca cosa ma riesce a sfondare all’ultimo secondo e nell’unica occasione che riesce a crearsi. Difficile arrivare sulla conclusione di Cana. Beffato.

De Silvestri 6: se la deve vedere con i vari Lulic e Radu, il lavoro non manca, la Lazio attacca sempre su quella fascia. Stando così le cose limita al minimo sindacale le galoppate in avanti. Addomesticato.

Mustafi 6: in un modo o nell’altro arriva su ogni pallone, con la testa o con i piedi. È una furia, non lascia agli avversari nemmeno il tempo di respirare. ALmeno fino all’ultimo secondo quando va fuori giri e apre un’autostrada per Cana. Superato.

Gastaldello 7: In qualche circostanza fatica nel tenere il passo e sbaglia qualche appoggio facile facile ma se si parla di grinta e generosità il capitano resta il numero uno. Il primo a crederci, l’ultimo ad arrendersi. Quando la squadra resta in 10 difende per due. Leader.

Costa 5,5: lo si vede poco, la Lazio preferisce attaccare sulla corsia opposta. Vigila sulle incursioni di Konko che riesce a eludere la sua sorveglianza solo in un paio di occasioni. Guardingo.

Obiang 5,5: ammonito nella prima frazione lo spagnolo deve contenere la propria esuberanza. Con la Samp in 10 non si concede il lusso di errori aiutando i difensori nel reggere agli assalti biancocelesti. Attento.

Palombo 6,5: rieccolo in versione centrocampista e trascinatore, picchiatore e regista. Non sarà la copia di quello ammirato ai tempi di Cassano e Pazzini ma nemmeno la controfigura scesa in campo in questo avvio di stagione. Bentornato. Dal 47’st Maresca sv: gioca qualche secondo ma il messaggio è chiaro, Mihajlovic lo vede. Peccato che al suo ingresso segua il pari laziale. Festa rovinata.

Gabbiadini 6: Mihajlovic lo dirotta a destra e il buon Manolo dimostra una volta in più di non essere una prima punta. Giocare qualche metro più lontano dalla porta gli consente di cercare la giocata e l’assist per Pozzi. I biancocelesti lo patiscono e sono spesso costretti al fallo per fermarlo. Creativo.

Krsticic 4,5: avere un connazionale in panchina sembra fargli bene, così come giocare alle spalle della punta. Dimostra di avere quelle personalità che nelle ultime partite era rimasta a casa. Peccato che al primo minuto della ripresa abbatta Ledesma senza pietà: una folla che vale il rosso e una Samp in 10. Blackout.

Wszolek 6: questo modulo gli calza a pennello. È bravo nel trovare gli spazi, affonda con facilità nel burro della difesa biancoceleste. I piedi però non fanno sempre quello che dice la testa e il polacco sbaglia qualche stop di troppo al momento del dunque. È encomiabile nell’aiutare i compagni in fase passiva. Positivo. Dal 13’st Soriano: a 9’ dal suo ingresso in campo cambia la storia della partita e della sua carriera in blucerchiato. Il suo gol vale i primi sentiti applausi della Sud. Finalmente lo si vede optare per le scelte migliori. Cresciuto.

Pozzi 6: di palloni effettivamente giocabili ne arrivano pochini ma ha sulla coscienza un’occasionissima che spreca faticando nell’addomesticare il pallone. Restano impegno e sacrificio, le botte prese e quelle date. Volenteroso. Al 34’st Petagna 5: gli viene assegnato il compito di tenere palla e far risalire la squadra ma con l’uomo in meno e una Lazio alla caccia disperata del pari non è facile. Inghiottito.