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Cronaca

“Roghi di merce contraffatta”, a Rapallo è polemica sulle affermazioni della presidente dell’Ascom

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Rapallo. Polemica sulle affermazioni rilasciate dalla presidente dell’Ascom, Elisabetta Lai, durante la manifestazione contro il commercio abusivo. Oltre ai numerosi commenti sulle pagine Facebook dei vari Mugugni cittadini, è il Pcl del Levante ad attaccare. “Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime tutto il proprio sdegno per le dichiarazioni allucinanti della Presidente dell’Ascom di Rapallo in merito ai ‘roghi’ della merce sequestrata agli ambulanti – si legge in una nota – La Signora Lai ancora una volta si dimostra più interessata alla visibilità personale, piuttosto che ai reali interessi dei propri associati, e decide stavolta di sostituirsi alle Forze dell’Ordine con una proposta a dir poco oscena: il rogo nella pubblica piazza delle povere merci sequestrate ai
senegalesi”.

Forte la presa di posizione del Pcl. “Naturalmente ci si risponderà dicendo che il nazismo e il fascismo non c’entrano nulla, e meno che mai il razzismo. E quando mai? E che si tratta solo di un problema di legalità – prosegue – allora proponiamo di innalzare al centro di piazzza Cavour una colonna infame, nella quale vengano scritti, in modo ben visibile, i nomi dei commercianti che
sono stati sorpresi a non emettere lo scontrino fiscale, di quelli che non rispettano i diritti sindacali dei loro dipendenti, di quelli che richiedono ai dipendenti prestazioni che vanno al di là delle proprie mansioni e del proprio orario di servizio, nonché vengano scritti in modo ben leggibile gli importi di reddito annuo da loro dichiarato”.

Se questa è la critica più dura, non sono mancati anche numerosi commenti su Facebook. “A me non sembra affatto un’idea felice”, scrive Marina sulla pagina “Mugugno Rapallo”, riferendosi alle affermazioni di Elisabetta Lai. “Chi riveste un ruolo pubblico e fa dichiarazioni pubbliche dovrebbe pensare molto bene a quel che dice o scrive, oltre ad essere in grado di sostenere ed eventualmente contrastare le critiche che gli sono mosse. E poi invece di occuparci di 4 poveracci che sbarcano la giornata vendendo borse, il che è compito semmai della finanza, occupiamoci dei commercianti e iniziamo col dire che a volte ce ne sono di quelli che quando entri nel loro negozio pare proprio che gli fai un torto. Almeno il vu cumprá un mezzo sorriso te lo fa”, commenta Mariangela, come molti altri. Ci sono anche commercianti, però, che difendono la propria presidente. “Dai era una provocazione….. Questa merce è frutto di sfruttamento e illegalità!”, scrive Loriana.

Ma è la stessa Elisabetta Lai, successivamente, a dare ulteriori spiegazioni su quanto dichiarato. “Tengo particolarmente a sottolineare che la lotta non va condotta contro le persone che vendono questi prodotti, in quanto anello debolissimo di una catena di sfruttamento, bensì in due direzioni diverse: a monte, per colpire con durezza chi guadagna cifre stratosferiche letteralmente sulla pelle degli sfruttati e dei consumatori ignari, e a valle, con un’opera di sensibilizzazione del consumatore spesso ignaro del fatto che sta alimentando la criminalità organizzata. Il mio invito a bruciare simbolicamente in piazza la merce sequestrata è un modo forse troppo plateale ma sicuramente efficace per ricordare a tutti quello che sta succedendo”, precisa la presidente dell’associazione di commercianti.

“L’obiettivo della giornata di mobilitazione nazionale era di portare l’attenzione su un problema che ha risvolti drammatici non solo in termini di concorrenza sleale e di elusione fiscale, e quindi di competitività per le imprese regolari, ma anche e soprattutto sotto il profilo sociale – conclude – Abusivismo e contraffazione sono un fronte su cui si giocano la credibilità delle nostre Istituzioni e la sopravvivenza delle nostre attività. Per questo la nostra richiesta è che questa emergenza diventi realmente la priorità da sconfiggere”.
In ogni caso le precedenti affermazioni di Lai non sono andate giù al Pcl e a molti cittadini.