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A Quarto la Casa della salute, Pellerano: “Dopo due anni di battaglie grandi risultati per pazienti e quartiere”

Quarto. “Dopo mesi di dure battaglie si avvia ad un lieto fine la triste vicenda che ha tenuto col fiato sospeso per due anni decine di pazienti assistiti nella struttura dell’ex manicomio di Quarto, le loro famiglie, il Municipio Levante, il Comune di Genova e tante realtà che si sono riunite nel Coordinamento per Quarto. Prima lo sconcerto e la contestazione, poi l’entusiasmo e la voglia di cambiare una scelta sbagliata. Nel dicembre 2011 la Regione aveva venduto tutta la struttura, l’accordo che verrà firmato oggi prevede invece il mantenimento di molti servizi e uffici sanitari, la realizzazione della Casa della salute per gli ambulatori del Levante, ma anche investimenti privati, un parco e spazi comunali dedicati alla cultura e al sociale”. Questo il commento di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, in merito alla stipula della convenzione tra Regione, Comune, Arte e Asl 3 che si terrà questo pomeriggio nel palazzo di piazza De Ferrari.

“Il tempo si è rivelato galantuomo e alla lunga la giunta regionale ha dovuto fare marcia indietro su una decisione contro la quale, già dal dicembre 2011, mi ero duramente opposto in consiglio regionale, impegnandomi fin dall’inizio, attraverso ogni iniziativa istituzionale di mia competenza, affinché non si concretizzasse la sciagurata svendita di un ingente patrimonio immobiliare in danno dei pazienti seguiti nella struttura e dei cittadini del levante genovese. Avevo messo in luce come fosse incerto il risultato economico dell’operazione e denunciato la mancanza di una regia per il fatto che venivano venduti immobili in parte appena ristrutturati con importanti investimenti da parte della ASL”.

All’origine dello scontro vi era la decisione della Giunta, in fase di approvazione di bilancio 2011, di avviare la vendita dalla Regione ad ARTE – ente strumentale della Regione stessa – di immobili per oltre 70 milioni di euro. Nella lista dei beni da dismettere vi era anche Quarto, nonostante in quel momento la struttura ospitasse – oltre ad un patrimonio di memoria riguardo il superamento dei manicomi – molti servizi: una residenza per anziani, una per malati psichiatrici, aule universitarie, uffici per il rinnovo patente, le cucine delle Asl del Levante e vari uffici amministrativi.

“Ho letto montagne di carte e di delibere e grazie a una paziente battaglia a suon di interrogazioni e sopralluoghi – spiega Pellerano – ho portato in Regione la voce del quartiere e dei malati assistiti nella struttura; sono sicuro che il mio lavoro è servito per attirare l’attenzione e le iniziative delle istituzioni e dei cittadini, per avviare una proficua discussione. Una discussione che ha visto grande protagonista il Coordinamento per Quarto e oggi raccoglie un frutto importante: a Quarto sorgerà la casa della Salute del Levante con gli ambulatori territoriali e rimarranno attivi i servizi psichiatrici e le realtà sociali e culturali ad esse collegate. Una parte del complesso verrà venduta a privati ed il ricavato servirà al Comune per realizzare un parco e spazi a favore del quartiere.

Non mi sbagliavo quindi quando, unica voce nel deserto, denunciavo in Regione l’inutilità di una svendita fatta in fretta e furia solo per far tornare i conti della sanità sulla carta, ma che, nella pratica, avrebbe reso poco e depauperato l’offerta sociosanitaria per il Levante genovese. Già il provvedimento dello scorso febbraio del Tribunale di Genova – che aveva condannato la Regione a risarcire le spese legali alle famiglie di alcuni pazienti di Quarto che si erano opposte al trasferimento dei propri congiunti in altre strutture – andava nel solco di quanto ho denunciato sin dall’inizio, cioè che in questa scellerata operazione immobiliare la Regione aveva ignorato il diritto alla salute dei liguri.

Oggi – nonostante alcuni punti interrogativi legati al futuro del centro disturbi alimentari ed all’individuazione di posteggi e viabilità nel futuro dell’area – c’è da festeggiare un risultato che solo due anni fa sembrava impossibile: la firma dell’accordo corona un lungo lavoro di confronto, di mediazione e di approfondimento. Un lavoro che la vendita “frettolosa” del dicembre 2011 non aveva consentito di fare. Continueremo a seguire questo progetto fondamentale per il Levante genovese e auspichiamo che la vicenda di Quarto serva da monito per il futuro: scelte così complesse richiedono maggiore condivisione, per fare in modo che la salute dei liguri sia messa sempre al primo posto e vengano ascoltate le esigenze dei diversi territori. Le scelte strategiche non possono essere calate dall’alto e dettate solo dall’urgenza di fare “cassa””.