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Profughi, Genova aumenta l’accoglienza. Dameri: “Una grande opportunità”

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Genova. In primis la delibera con cui Tursi dà la sua disponibilità al Ministero dell’Interno per aumentare l’accoglienza dei profughi, richiedenti asilo e rifugiati, a Genova “non è di richiesta ma di adesione” e poi “è una grande opportunità per accedere a fondi nazionali”. Così l’assessore al welfare, Paola Dameri ha replicato all’interrogazione della consigliera Vittoria Musso.

“Solidarietà e comprensione per questa povera gente – ha detto in aula l’esponente della Lista omonima – che arriva in situazioni disperate, ma mi chiedo se il Comune non stia facendo il passo più lungo della gamba, passando da 70 a 140 migranti con un costo di quasi 3 milioni all’anno anche se in parte finanziati dal fondo nazionale”. Dove sistemarli e con quali prospettive di vita, oltre che con quali risorse, ha sottolineato Musso.

“Genova fa parte di una rete di città che collaborano per l’assistenza dei rifugiati – ha risposto Dameri – visti anche i noti eventi, di cui Lampedusa rappresenta solo la punta dell’iceberg – il capoluogo ligure ha risposto positivamente alla richiesta del Ministero”. Sarebbero 39 i posti in più nelle possibilità della città, per un totale di 109 posti a fronte degli 82 attuali, 70 adulti e 12 minori. “Una cifra che non raggiunge il tetto massimo (teoricamente 170) che Genova potrebbe mettere a disposizione in rapporto alla popolazione residente”, ha sottolineato l’assessore.

Inoltre rappresenta “un’opportunità perché non crea nuovi oneri per l’amministrazione”. La compartecipazione è all’80% del ministero, per il restante 10% del terzo settore, e per l’altro 10% del Comune, data da valorizzazione degli immobili e con un impiego di personale già inserito nel progetto che prevede non solo l’ospitalità, ma una serie di interventi a 360 gradi. “A Genova si fa già da parecchi anni, ora abbiamo la possibilità di aumentare i posti con una spesa coperta dal ministero – ha concluso Dameri – creando economie di scala e di scopo per gli operatori del terzo settore in un momento difficile di tagli”.