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Cronaca

Privatizzazione Amt, presidio permanente a De Ferrari e da oggi niente straordinari: meno autobus a Genova

Genova. I sindacati Amt stanno dando vita a un presidio permanente in piazza De Ferrari per dire no alla privatizzazione, che potrebbe arrivare già dalla prossima settimana. Da oggi inoltre, gli autisti rinunciano spontaneamente agli straordinari e quindi ci saranno meno autobus in circolazione a Genova.

“Siamo qui anche per cercare di far rispettare l’accordo che noi abbiamo siglato, che andava nell’indirizzo di non arrivare a privatizzare questa azienda – spiega Michele Monforte della Filt Cgil – Chiediamo quindi che ci sia innanzitutto il rispetto di quell’accordo da parte del Comune e delle istituzioni e poi che l’azienda abbia un progetto, che ad oggi, a parte la privatizzazione, non esiste”.

I sindacati rimarranno in piazza De Ferrari giorno e notte finché non si arriverà a un dunque. “Faremo turni giorno per giorno, ma non ce ne andremo finché non ci sarà detto cosa vorranno fare – prosegue Monforte – nella riunione con il sindaco non c’è pervenuta nessuna risposta, se non quella di privatizzare”.

Poi un appello a tutta la cittadinanza. “Ai genovesi chiediamo di unirsi a noi per cercare di scongiurare la vendita dei beni pubblici. Spesso non c’è corretta informazione, o perlomeno è mascherata – conclude il sindacalista – quello che è successo in altre città è quello che potrebbe avvenire a Genova, ovvero privatizzazione significa taglio del servizio e dell’occupazione. Noi non ci stiamo e chiediamo ai cittadini di unirsi a noi in questa battaglia di civiltà”.

Oltre al presidio permanente saranno anche altre le azioni messe in campo dai sindacati, che verranno decise giorno per giorno con i lavoratori. Forse a qualcuno potrebbero sembrare decisioni forti, ma i lavoratori stanno lottando per mantenere non solo il proprio lavoro, bensì anche il servizio. Per ora, intanto, l’unico sciopero previsto rimane quello di giovedì 14 novembre, quando ad astenersi dal lavoro saranno quasi tutte le categorie lavorative, ma non è escluso che nei prossimi giorni ne venga proclamato un altro.