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Amt, il caso Firenze a Genova: “Ora è tutto in mano ai privati, c’è solo la logica del profitto”

Genova. Ataf, l’azienda di trasporto pubblico di Firenze, ha davvero “cambiato verso”. Nell’era Renzi, il consiglio comunale fiorentino ha infatti approvato il passaggio totale dalle mani pubbliche a quelle private.

amt, incontro lavoratori con Nannini

Ma se a Firenze la privatizzazione è ormai storia, Genova è ancora in bilico, a un passo dall’approvazione della delibera sulle partecipate (in aula Rossa il prossimo 19 novembre), che prevede percorsi parziali di privatizzazione, e a un mese dalla scadenza in cui la giunta Doria dovrà fare al consiglio una proposta operativa, tenendo conto del bilancio disastrato di Amt e delle indicazioni dell’advisor. Ovvero vendita, e se sì in quale quota.

“Anche a Firenze avevano iniziato così, assicurando che le quote in vendita sarebbero state tra il 30 e il 40%, poi, però, è andata in un altro modo: il sindaco più popolare d’Italia ha deciso di lavarsi le mani del trasporto pubblico”. Alessandro Nannini, Rsu Ataf, oggi è a Genova, per raccontare “il caso Firenze” ai colleghi Amt, su iniziativa dell’associazione ControCorrente.

“Un anno fa hanno votato in consiglio la totale vendita dell’azienda – spiega – e il 100% delle quote è passato a Busitalia, dietro cui c’è Trenitalia e Moretti”. Si inizia così, “piano piano, con i tagli e un peggioramento delle condizioni di lavoro”, poi arrivano i licenziamenti “mascherati”, come li chiama Nannini. “Semplicemente a 40 giovani apprendisti non hanno rinnovato il contratto in scadenza, per poi ‘offrire’ loro di andare nelle altre aziende del gruppo sparse in giro per l’Italia”.

Infine, il clou: disdetti gli accordi di secondo livello. “Ataf alla fine verrà smantellata e dismessa, le linee verranno cioè spartite tra le tre aziende che hanno acquistato l’azienda che fu pubblica – sottolinea Nannini – naturalmente anche i lavoratori verranno ‘spartiti’, quelli considerati utili, si intende, il resto, invece, saranno esuberi: al momento ci sono circa 70 persone che non sanno dove collocare”.

Quanto al servizio “per ora il minimo è garantito – spiega ancora Nannini – ma stanno tagliando su manutenzione e rimessaggio. Se si guasta un autobus, cioè, nessuno lo ripara, e, di conseguenza, le corse saltano. E’ una logica di tagli, non interessa più la strategia di trasporto o la mobilità di una comunità, ma solo business e profitto, che si fa tagliando: o sui cittadini o sul costo dei lavoratori”, conclude Nannini davanti ai lavoratori genovesi.

“Se la decisione di cedere quote di Amt, Amiu e Aster sarà discussa in consiglio comunale, solo una mobilitazione unitaria dei lavoratori davanti a Tursi può fermarla. Come ad agosto, meglio di agosto”, il monito di ControCorrente. La protesta è già iniziata.