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Cronaca

Primo risarcimento per pestaggi Diaz, il Comitato Verità e Giustizia: “Miserabile risposta dello Stato”

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Genova. Poco più di 15 mila euro per il massacro della scuola Diaz, per i falsi verbali, le false molotov, il sanguinoso pestaggio. E poi le umiliazioni, il carcere, l’esplusione dall’Italia per gli stranieri. Fino alle sentenze che hanno ristabilito la verità su quanto accadde in via Cesare Battisti la notte del 21 luglio 2001. E’ quanto ha decretato il giudice Paolo Gibelli della seconda sezione civile del Tribunale di Genova nella prima causa per risarcimento danni arrivata sul suo tavolo da uno dei manifestanti che subirono lesioni e vessazioni

“L’umiliazione dei cittadini continua – scrive in una nota il Comitato Verità e Giustizia per Genova, che da 12 anni sostiene la battaglia delle vittime della “macelleria messicana” – Prima dipendenti dello stato ti pestano a sangue, rischiando di infliggerti lesioni letali, poi ti arrestano costruendo prove false e mentendo all’opinione pubblica, subito dopo il presidente del consiglio in conferenza stampa internazionale ti addita come eversore e violento; e ora, a ben dodici anni di distanza dai fatti, una volta finiti i processi, una volta smontato il castello di menzogne, una volta chiaro al mondo che 93 cittadini furono letteralmente calpestati nel corpo e nello spirito, ecco il risarcimento: 15mila euro, rispetto ai 200 mila richiesti nel primo giudizio civile intentato da uno dei malcapitati ospiti della scuola Diaz, trasformata la notte del 21 luglio 2001 in una sorta di tonnara”.

“Non è il denaro che ripaga da tante sofferenze fisiche e morali – prosegue la nota – ma anche le cifre danno la misura della risposta dello stato a fronte di tante ingiuste angherie inflitte a persone inermi da uomini in divisa. Perciò proviamo pena per uno stato così miserabile: non si è mai sentito dalla parte dei cittadini umiliati e violati nel corpo e nello spirito e lo ha dimostrato in ogni momento. Ha evitato di costituirsi parte civile contro gli imputati; li ha difesi, mantenuti ai loro posti e in qualche caso anche promossi; non ha chiesto scusa alle vittime e alla cittadinanza per l’insopportabile caduta di legalità costituzionale, ora non riesce nemmeno a risarcire i cittadini in modo dignitoso”.

“Ci è impossibile oggi appellarci a chi rappresenta le istituzioni con responsabilità istituzionali e di governo, perché chi ha occupato e occupa quei ruoli ha tradito pervicacemente ogni aspettativa di lealtà e giustizia: non ci aspettiamo quindi più niente da loro. Ci rivolgiamo perciò ai nostri concittadini, affidando loro la consapevolezza che nasce da questa penosa vicenda”.

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